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Registro, diari e compiti a casa

Nella circolare del 28/04/025, avente per oggetto “assegnazione delle verifiche e dei compiti da svolgere a casa”, il Ministro dell’Istruzione soffermava la sua attenzione anche sull’importanza ancora ben attuale dell’“antico” diario scolastico cartaceo e invitava i docenti a riprendere, pur senza dimenticare il registro elettronico, l’uso e l’abitudine di far annotare agli studenti i compiti assegnati sul diario cartaceo (soprattutto nel primo ciclo dell’istruzione ma non solo) per poter consentire una crescente autonomia da parte degli alunni sulla gestione dei propri impegni, rendendo la consegna della attività da svolgere a casa parte integrante della lezione stessa.

Nella nota ministeriale del 28 settembre 2026, il Ministro ritorna sui temi dei compiti a casa, delle verifiche, dell’uso “intelligente” del registro elettronico e ribadisce, è forse questo il concetto più rilevante, l’importanza di assegnare e far segnare i compiti sul diario cartaceo (per le scuole di ogni ordine e grado). Il diario costituisce uno strumento imprescindibile per responsabilizzare progressivamente gli studenti e farli diventare più consapevoli.
Per chi, come lo scrivente, ha sempre sostenuto la validità del diario “classico” e guardato con una certa diffidenza l’uso del registro elettronico, pur utilizzandolo entro i limiti di legge (sempre con parsimonia e senza mai strafare), per chi, come me, ha sempre “obbligato” (nei limiti del possibile e quando era necessario) gli allievi ad annotarsi i compiti su un diario (o su qualcosa di cartaceo), gli “inviti” del Ministro sono stati accolti con soddisfazione.

Le motivazioni addotte dal Ministero per ripristinare a pieno titolo (senza abbandonare il registro elettronico) il vecchio e insostituibile diario cartaceo sono più che valide. Probabilmente in questi anni di dominio del registro elettronico, dominio che temiamo non finirà, anzi purtroppo tenderà ad aumentare, gli allievi hanno continuato a portare a scuola, per abitudine o tradizione, un diario cartaceo, ma la tendenza a utilizzarlo e a utilizzarlo correttamente non è stata elevata. Molti ragazzi lo lasciavano nello zaino per tutto l’anno, altri lo “interpretavano” come diario personale, destinato alle loro riflessioni o, in generale, a considerazioni e esternazioni adolescenziali. Pochi, o non molti, si prendevano cura di annotare sul diario i compiti assegnati dal docente.

Perché mai avrebbero dovuto farlo? Tanto poi avrebbero guardato sul registro elettronico. Tutto ciò alimentava la poca attenzione e accresceva la pigrizia sia fisica che mentale, oltre a portare, consciamente o inconsciamente, a una deresponsabilizzazione scolastica. Per contrastare questa pericolosa “accidia” alcuni docenti (tra cui lo scrivente) tendevano a dettare in classe, con la massima precisione e scrupolosità, le pagine da studiare e i compiti da svolgere, limitandosi a scrivere sul registro elettronico gli argomenti affrontati durante la lezione. Ma ho l’impressione che fossimo in pochi e, comunque, tale “modus operandi” trovava spesso resistenza da parte degli alunni e dei genitori ed era appena “sopportato” dai Dirigenti. Ora però, grazie a questi provvidenziali interventi ministeriali, si può “obbligare” (meglio ancora convincere dopo un aperto e sincero confronto in classe) gli alunni a utilizzare il diario personale cartaceo (un giorno forse non sarà cartaceo, sarà informatico, ma resterà sempre un diario personale in cui inserire non solo i compiti assegnati ma tutte quelle informazioni utili e indispensabili per la vita scolastica).

Questo, purtroppo, non significa che il registro elettronico verrà messo da parte (al massimo leggermente “messo in ombra”), ma indica agli studenti due punti di riferimento a cui dovranno guardare per le loro attività scolastiche: il registro elettronico e il loro diario cartaceo (il più importante dovrebbe essere il secondo). Del resto, l’avvento “prepotente” del registro elettronico ha comportato disagi e svantaggi anche per molti docenti. Li ha privati ufficialmente di un documento proprio, da gestire, pur rispettando alcune regole fondamentali, a “loro piacere”: il “mitico” registro personale cartaceo del professore.

Nello stesso tempo, considerando l’impossibilità di seguire molte classi solo col registro elettronico, li ha “costretti” a munirsi di un registro personale cartaceo “non ufficiale” (spesso costruito su un quaderno in A4). Così il loro lavoro è aumentato. Devono compilare per legge il registro elettronico e, nello stesso tempo, sono costretti, per non entrare in confusione, ad annotare con attenzione il loro registro cartaceo non “ufficiale”. Ma non ci sarà una circolare ministeriale per diminuire questo “nostro” disagio. La nota ministeriale del settembre 2026, che affrontava più problematiche, non è stata da tutti ben accolta. I più critici hanno parlato manifestamente di ingerenza del Ministero sull’autonomia organizzativa delle scuole e sulla libertà didattica dei docenti. Ma non era nostra intenzione entrare nel merito del documento ministeriale in ogni suo punto.

Ci premeva, invece, sottolineare il giusto rilievo dato dal Ministero dell’Istruzione al valore insostituibile del diario personale dell’alunno (cartaceo adesso, in seguito magari informatico). Il diario personale dell’alunno non può essere cancellato dalle scuole. Deve rimanere: è un elemento in apparenza, forse, marginale, ma in realtà insostituibile e necessario nella scuola. Il suo contributo alla crescita e formazione dell’allievo può anche essere minimo, ma sicuramente è unico e fondamentale.

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