In questi giorni stanno uscendo i voti della nuova maturità,esaltata da alcuni e criticata da altri.Io vorrei proporre una analisi precisa e logica della situazione, da docente e commissario con 37 anni di esperienza. Cosa che manca a chi pontifica senza saper nulla dei meccanismi dell’esame e si ostina a ricordare mitici “bei tempi” mai esistiti.
Premetto che per me la Maturità ormai sarebbe da abolire: anche le università non si fidano né tengono conto dei risultati dell’ Esame, perciò fanno i loro test d’ingresso durante la quinta o anche in quarta. Si risparmierebbero 200 milioni (100.000 Euro solo di carta), che potrebbero essere investiti per i ragazzi, si darebbero voti finali realistici e si eviterebbe un teatro insensato.
Non è che prima di Valditara andasse bene, ma lui è riuscito a peggiorare un rito già inutile, a partire dal ripristino del nome retorico di Maturità,che pretende di misurare ciò che non è misurabile.
Innanzitutto limitare l’esame a 4 materie, di cui 2 si ripetono per scritto e orale, conferisce un peso eccessivo e sproporzionato ai 2 docenti degli scritti, che hanno ognuno in mano 25 punti su 60: quasi metà esame! Inoltre con solo 4 commissari ci sono pochi punti di vista da confrontare e meno ampiezza e varietà di sguardi per valutare. Ad esempio allo Scientifico un colloquio senza nessun accenno a inglese (che precedentemente non poteva mancare), filosofia, storia dell’ arte, latino, informatica,fornisce una visione troppo parziale e limitante di un ragazzo.
È vero che queste materie sono già valutate durante l’anno, ma purtroppo spessissimo nelle discipline non coinvolte magicamente i voti lievitano dal primo al secondo quadrimestre, diventando solo 8, 9 e 10 (e a volte tutti 10)!
Quando il commissario di matematica faceva anche fisica, quello di storia anche filosofia, quello di italiano anche latino, restavano escluse dall’orale al massimo 1/2 materie. Ora ne restano fuori 6/7 che, se opportunamente gonfiate allo scrutinio finale, alterano pesantemente la media e il credito dei ragazzi.
Le scuole che non stanno a questo gioco lo fanno “sulla pelle” dei loro studenti, perciò presto anche i più onesti si adegueranno all’ andazzo. Inoltre che senso ha interrogare con domande specifiche e scollegate tra loro,con 2 interni che hanno già dato il voto sulle stesse cose a giugno? È pura ripetizione del solito copione, senza alcun tentativo di collegamento o percorso di senso,che fino allo scorso anno era ritenuto indispensabile.
Una novità sulla carta positiva è la prestazione personale del candidato,che in alcuni casi ha funzionato. Nelle presentazioni però si sono visti solo studenti entusiasti della scuola,che si dichiaravano senza dubbio maturati e cambiati, che sembravano a un colloquio di lavoro tra competenze extrascolastiche “autocertificate”, elogi delle esperienze di alternanza scuola-lavoro, hard skills e soft skills.
Ne è uscita una visione idilliaca di una scuola senza criticità in cui tutti diventano persone risolte e migliori. Così da poter avere i 5 punti sulla “maturazione personale, capacità di compiere scelte e assumersi responsabilità in modo esemplare per gli altri”. Assurdo solo pensare che si possano misurare questi aspetti della persona, e che possano farlo due docenti esterni e due interni che hanno conosciuto i ragazzi per 3/4 ore a settimana, magari solo nel triennio o solo in quinta. E in modo illogico l’assurda norma che abbassa automaticamente i crediti a chi ha 8 in condotta ( in certi casi anche solo una nota può rendere vani voti eccellenti) non influiva sull’attribuzione dei 5 punti di maturazione personale. L’unica preoccupazione ormai è che il punteggio finale rispecchi le medie dei ragazzi. A parte il fatto che tali medie sono spesso gonfiate, quest’anno i punti di bonus erano solo 3 e attribuibili a chi aveva già raggiunto 90, per cui era matematicamente impossibile far quadrare i conti. E questo soprattutto al liceo scientifico dove la seconda prova è sempre spiazzante ( e quest’ anno ancora di più) e, se corretta onestamente, spesso abbassa il punteggio totale. Io vorrei una risposta logica: non è stupido mettere in piedi un rituale costosissimo e pieno di falle per ripetere esattamente quello che era già emerso dagli scrutini? Ma naturalmente si dirà che tutto è andato splendidamente,perché fa comodo far finta di non vedere e non ascoltare
Cristina Agazzi