Il Ministero dell’Istruzione e del Merito partecipa nelle giornate del 15 e 16 ottobre al “Salone dello Studente e del Prof” di Milano, presso il Parco Esposizioni Novegro, con uno spazio istituzionale aperto a studenti, docenti, famiglie, al mondo della scuola e all’innovazione didattica.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha preso parte all’inaugurazione, il 15 ottobre alle ore 10.30 in Sala Rossa, intervenendo all’evento “La sfida delle EducAzioni nella società della complessità”, alla presenza di studenti e docenti.
Ecco alcuni stralci del suo discorso: “Ogni giovane ha dei talenti diversi, straordinari, che vanno valorizzati. Noi lo abbiamo fatto col docente tutor. C’è l’idea di personalizzare la didattica, coinvolgendo i genitori, aprendo la scuola tutto il giorno, anche di pomeriggio, introducendo sport, musica, teatro, per far appassionare i giovani”.
“Fondamentale destinare più docenti alla scuola per le materie più strategiche. La riforma del 4+2 è fondamentale, i risultati che abbiamo sono straordinari. Chi ha scelto questo percorso è molto motivato”.
Poi, sulla fine della legislatura: “Come ha detto Galli della Loggia perché le riforme della scuola funzionino ci vogliono anni, è evidente che molte di queste riforme avranno effetti nel tempo. Abbiamo ancora un anno per portare a compimento molte riforme, come le Indicazioni Nazionali per i licei. Penso alla rivoluzione della matematica, abbiamo introdotto una nuova forma di didattica”.
“Abbiamo il dovere di ricordare a chi viene da noi i nostri valori di riferimento della nostra civiltà occidentale. Non confondiamola con i singoli stati occidentali. Parlo solo dell’Occidente? L’Occidente è un valore, un sistema di valori, c’è chi non lo capisce o fa finta di non capire. Se vogliamo veramente integrare bisogna condividere dei valori fondamentali. Integriamo chiunque vuole condividere i nostri valori, che vanno insegnati a scuola”.
Poi, sulle “educazioni” a scuola: “Affiancano l’istruzione per temi fondamentali, come l’educazione al rispetto, all’empatia. Abbiamo visto i due ragazzi sulla minicar, c’è una totale indifferenza verso l’altro. Dobbiamo far riscoprire l’importanza dell’altro, del saper soffrire e gioire con l’altro. Bisogna sapere accettare i ‘no’, queste sono le relazioni corrette. Ho deciso di dedicare quest’anno scolastico al rispetto. Ovviamente questo non si fa solo nelle 33 ore di educazione civica, sarebbe ridicolo. Si fa in italiano, in matematica. In matematica abbiamo risaltato l’errore, le grandi scoperte passano attraverso gli errori. Questa è la grande sfida, il sapersi rialzare. La scuola non deve essere la stampella della tua vita, ma deve insegnarti a rialzarti ogni volta che cadi nella vita. Questa è la grande sfida delle ‘educazioni’. Voi giovani potete far cambiare le abitudini dei vostri genitori”.
“Accoltellamenti dei docenti? Tutti nati sul web. I genitori devono aprire gli occhi. Le ‘educazioni’ possono fare crescere i genitori”, ha concluso.