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Rinnovo Rsu, torna il “pressing” della Cgil

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Sembra configurarsi di nuovo, a distanza di un anno, la diatriba tra la Cgl e l’amministrazione pubblica sulla questione del rinnovo delle Rsu del comparto scuola: dopo la lunga querelle del 2009, durante il quale il sindacato guidato da Mimmo Pantaleo ha chiesto invano di mantenere le date di rinnovo delle rappresentanze sindacali interne agli istituti, stavolta ad entrare in campo, per rivendicare la stessa operazione, dopo lo slittamento di un anno, è il segretario generale Guglielmo Epifani.
Il quale ha inviato una lettera al commissario dell’Aran, Antonio Naddeo, nella quale si chiede l’urgente apertura del tavolo negoziale per definire il calendario delle elezioni che dovranno svolgersi entro novembre 2010. La Cgil, come è scritto nella lettera, comunica che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 3 dell’art. 42 del dlgs 165/2001: “in ciascuna amministrazione, ente o struttura amministrativa – sostiene Epifani – di cui al comma 8, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali di cui al comma 2, viene altresì costituito, con le modalità di cui ai commi seguenti, un organismo di rappresentanza unitaria del personale mediante elezioni alle quali è garantita la partecipazione di tutti i lavoratori.
In ragione di ciò – prosegue la lettera – richiede, ai sensi del comma 4 del citato art. 42, di procedere alla convocazione di uno specifico incontro per la definizione del calendario e delle specifiche modalità da seguire per adempiere a quanto previsto nell’art. 65 del dlgs 150/2001 nei tempi previsti. La richiesta riveste carattere di urgenza. La presa di posizione della Cgil fa seguito alle indiscrezioni dei giorni scorsi, che indicavano un possibile ulteriore slittamento del rinnovo delle Rsu a seguito dell’ancora non definito rinnovamento del sistema dei comparti di contrattazione: ancora da definire è, in particolare, il nuovo sistema delle rappresentanze. In particolare la parte relativa al “decentramento” delle Rsu, che nelle intenzioni di Brunetta dovrebbero agire non più a livello di singolo istituto, ma nell’ambito della contrattazione regionale. In ogni caso, se le “voci” venissero confermate, l’impressione è chi si andrà verso l’ennesimo braccio di ferro.