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Aggiornato il 08.01.2026
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Riscatto laurea docenti, a che punto siamo?

Sara Adorno

Riscatto della laurea: conviene davvero? Il tema torna ciclicamente al centro del dibattito tra il personale scolastico. L’innalzamento dei requisiti per l’accesso alla pensione, introdotto dalle riforme previdenziali Amato e Fornero, ha infatti riacceso l’attenzione su una possibilità che, per molti lavoratori della scuola, potrebbe fare la differenza. Recuperare 4 o 5 anni di studi universitari da trasformare in contributi consente in diversi casi – soprattutto ai docenti che hanno iniziato a lavorare con il solo diploma – di raggiungere, per le donne, la soglia dei 41 anni e 10 mesi di contributi. Un traguardo che permette l’uscita dal lavoro senza penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

Proprio su questo fronte, nei mesi scorsi è approdato a Palazzo Madama un disegno di legge che porta la prima firma della senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia). La proposta, contrassegnata dal numero 1413, introduce il cosiddetto “riscatto agevolato dei corsi universitari di studio per il personale del comparto istruzione e ricerca”. L’elemento di maggiore novità riguarda l’aliquota contributiva, ridotta al 5%, che tradurrebbe il costo del riscatto in circa 900 euro per ogni anno di studi universitari per docenti e personale Ata.

Tra i primi a intervenire sul provvedimento c’è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che ha definito l’iniziativa una “nuova risposta della politica” alla petizione nazionale promossa dal sindacato e sottoscritta da oltre 120 mila persone in pochi mesi. Secondo Pacifico, la proposta nasce dalla necessità di affrontare l’elevato livello di burnout che colpisce il personale scolastico, in particolare oltre i 60 anni, e rappresenta un segnale importante anche alla luce delle recenti misure sull’assicurazione sanitaria introdotte con il decreto PA. Se approvato, il disegno di legge segnerebbe un deciso passo avanti rispetto alla situazione attuale, in cui il riscatto della laurea può costare tra i 6.000 e i 9.000 euro per ciascun anno di studi.

Per il leader Anief, il personale della scuola merita maggiore considerazione per il ruolo svolto quotidianamente. La domanda di fondo resta aperta: perché il riscatto gratuito della laurea è previsto solo per alcune categorie, come gli ufficiali dell’esercito? La norma proposta consentirebbe invece a molti lavoratori del comparto istruzione di valorizzare gli anni di formazione universitaria con un sacrificio economico contenuto e, in alcuni casi, di accedere alla pensione anche a 61 anni, in base all’età anagrafica e ai contributi maturati.

Resta però un nodo decisivo da sciogliere: al momento non ci sono indicazioni sull’avvio dell’iter parlamentare del disegno di legge, soprattutto per l’assenza di una copertura finanziaria che, con ogni probabilità, comporterebbe un impegno di spesa rilevante.

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