Risse tra studenti, video girati con il cellulare, messaggi nelle chat con offese e frasi minacciose come “ci vediamo fuori”. A Merate, la scuola corre ai ripari dopo una serie di episodi che hanno incrinato il clima educativo.
Da alcuni giorni, in un istituto tecnico gli studenti del biennio (13-14 anni) non possono più trascorrere l’intervallo negli spazi esterni. La ricreazione si svolge in classe, sotto la stretta vigilanza dei docenti; anche l’accesso ai bagni e al bar è regolato e consentito solo con autorizzazione. Una misura già adottata nelle scorse settimane alla secondaria di primo grado di un’altra scuola nello stesso territorio.
Secondo quanto riportato dal Corriere, il provvedimento, disposto dalla dirigenza scolastica, arriva dopo “ripetuti comportamenti non consoni e reiterate violazioni del regolamento“. Non si tratterebbe di episodi isolati, ma di una sequenza di fatti che avrebbe compromesso la serenità dell’ambiente scolastico. In alcuni casi le liti sarebbero state riprese con gli smartphone, con il rischio di diffusione dei filmati online. Proprio dalle conversazioni digitali, secondo quanto segnalato, sarebbero partite provocazioni e minacce.
La decisione ha carattere preventivo e richiama a una responsabilità collettiva: oltre ai protagonisti degli scontri, sarebbero stati registrati atteggiamenti di spettatori passivi o di copertura. Da qui anche l’appello alle famiglie a vigilare sull’uso dei dispositivi mobili.
La scuola ha convocato i rappresentanti degli studenti e informato le forze dell’ordine, attivando un contatto diretto con i carabinieri per eventuali interventi e controlli in entrata e in uscita. Le restrizioni resteranno in vigore “fino a segnali concreti di responsabilità” da parte delle classi coinvolte.
Pesa il precedente di un altro istituto: dopo una prima rimodulazione dell’intervallo con spazi separati, pochi giorni più tardi due studenti si erano affrontati all’esterno dell’edificio, prima delle lezioni, in un pestaggio che ha destato preoccupazione.