Si riapre in Corte d’appello il processo a carico dell’educatrice di 36 anni accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di una bambina autistica che nel 2022 frequentava la seconda elementare in una scuola della Bassa. In primo grado l’imputata era stata assolta dall’accusa più grave di maltrattamenti, perché per i giudici mancava il requisito dell’abitualità, ed era stata condannata a un anno per lesioni aggravate limitatamente ai fatti del 27 e 28 aprile 2022, ripresi dalle telecamere installate dagli inquirenti nell’aula.
Secondo quanto riportato dal Corriere, davanti alla Corte, la madre della minore ha reso una testimonianza carica di emozione. “Quei lividi non se li è fatti da sola”, ha detto tra le lacrime, ricordando le crisi di panico, i pianti improvvisi e il rifiuto di andare a scuola. “I bambini non si maltrattano, soprattutto se disabili. Fate giustizia”, ha aggiunto rivolgendosi ai giudici.
La Procura generale ha impugnato l’assoluzione per maltrattamenti, ritenendo che vi siano elementi da rivalutare. Per questo la Corte ha disposto la rinnovazione dell’istruttoria, ascoltando nuovamente la madre, l’insegnante di sostegno e la neuropsichiatra infantile che aveva in cura la bambina.
L’educatrice ha sempre respinto ogni accusa: “Le volevo bene, non le avrei mai fatto del male”. La difesa ha impugnato anche la condanna per lesioni, sostenendo che nei giorni contestati la minore non sarebbe entrata in contatto con l’imputata per via di festività e assenze.
In aula sono stati ripercorsi episodi e date. La madre ha parlato di lividi comparsi ad aprile 2022 e di frasi pronunciate dalla figlia indicando in fotografia l’educatrice. L’insegnante di sostegno ha confermato di aver notato un livido sulla coscia, riferito subito alla famiglia, ma di non averne osservati altri. Ha inoltre descritto un quadro complesso, con momenti di collaborazione alternati a comportamenti problematici e talvolta autolesionistici. La neuropsichiatra ha sottolineato la difficoltà di collegare con certezza il rifiuto della scuola a un evento traumatico, alla luce della patologia e delle terapie farmacologiche in corso.
Discussione e sentenza sono attese per il mese di maggio.