Home Attualità Ritorno 7 gennaio, governo e Regioni ragionano su lezioni fino al 30...

Ritorno 7 gennaio, governo e Regioni ragionano su lezioni fino al 30 giugno, tamponi a scuola e bus privati

CONDIVIDI
  • Credion

Tracciamento delle Asl nei luoghi di lavoro, nuove risorse per il trasporto pubblico e un coordinamento maggiore sullo scaglionamento degli orari di ingresso di scuole. Come pure per uffici e attività economiche. Sono alcune delle ipotesi, secondo le agenzie di stampa, sui cui stanno lavorando governo e Regioni, dopo l’ultimo Dpcm approvato il 18 dicembre e annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Al vaglio vi sarebbe anche il prolungamento delle lezioni sino alla fine di giugno 2020.

Le novità in arrivo

Per le scuole, quindi, si aprirebbe un nuovo capitolo organizzativo: dal 7 gennaio, se le proposte fossero confermate, gli studenti potrebbero essere sottoposti a tamponi (sempre su base volontaria), arrivare a scuola anche attraverso mezzi pubblici privati, in orari scaglionati, anche sulla base di doppi turni (sempre se fattibili per le scuole).

Studenti in classe sino a fine giugno?

Si parla anche di possibile prolungamento del calendario scolastico, con termine delle lezioni spostato al 30 giugno 2020.

Una ipotesi, quella di far slittare il termine delle lezioni di circa 20 giorni, che sta già determinando proteste piuttosto decise da parte di diversi addetti ai lavori.

Non si comprende, in particolare, per quale motivo la didattica a distanza non venga considerata attività formativa a tutti gli effetti. Come, del resto, indicato chiaramente nel contratto integrativo sottoscritto da Cisl Scuola, Anief e Flc-Cgil.

Chiudere prima di Natale

L’obiettivo dell’esecutivo è quello di chiudere tra lunedì e martedì il documento sulla ripartenza di gennaio.

L’incontro ha fatto seguito alla riunione tenuta in videoconferenza nella mattina di sabato 19 dicembre tra i ministri Azzolina, Boccia, Speranza, De Micheli, Lamorgese e i rappresentanti delle Regioni.

Tra i presidenti di Regione, tra gli altri, Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) e Luca Zaia (Veneto), oltre a diversi assessori del settore scuola.