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Tribunale di Trani, i giudici danno ragione al docente che recupera i crediti dovuti dalla scuola

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Un docente di scienze motorie nell’anno scolastico 2008/2009 avrebbe dovuto ricevere un compenso di 5254,50 euro per un incarico riferito ai fondi delle pratiche sportive, invece per mancanza di fondi non è stato pagato. Nonostante una sentenza favorevole del giudice del lavoro di Trani, il docente non ha ancora recuperato il credito dovuto.

Sentenza del gennaio 2018 del giudice del lavoro del tribunale di Trani

Il giudice del lavoro del tribunale di Trani, Dott. Massimo Brudaglio, dà ragione a un docente di scienze motorie, assistito dai legali dell’Unams scuola Puglia della FGU che richiedeva la quota di € 5254,50 per l’incarico svolto per i giochi sportivi dell’Istituto scolastico in cui era titolare. Lo stesso giudice respinge le motivazioni, addotte dal Dirigente scolastico, di una presunta ed ingiustificata mancanza di fondi che, a dire dello stesso Ds, non erano stati corrisposti dal MIUR.

La causa che era iniziata nel 2012 ed assegnata trova accoglimento, nel gennaio 2018, con una sentenza favorevole al docente, specificando che la mancanza di fondi, scusa addotta dal Dirigente scolastico per il mancato pagamento, non giustifica la mancanza di corresponsione degli emolumenti per una prestazione effettuata dal docente.

Il giudice, nella sentenza del 16 gennaio 2018, mette in evidenza la non potestatività del rapporto di lavoro, secondo il tribunale di trani non si può dire “ora lavora” e “ti pagherò quando potrò”. Una condizione assolutamente inaccettabile che viola i precetti sinallagmatici secondo cui ad ogni prestazione corrisponde una controprestazione economica e non può giustificare un simile inadempimento.

Amara coda successiva alla sentenza

L’Amministrazione veniva condannata al pagamento oltre dei suddetti corrispettivi dovuti al docente a versare 3000 euro di spese legali oltre accessori di legge, e dopo un consulto con l’Avvocatura dello Stato decideva di non ricorrere in appello.

Tuttavia l’amara coda di questa sentenza sta nel fatto che la stessa Amministrazione non provvedeva a  liquidare i corrispettivi. Di recente, in data 31 luglio 2018, il docente non ripagato di quanto dovuto ha fatto fare ai suoi legali un atto di precetto per inadempienza esecutiva della sentenza in parola.