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Aggiornato il 12.11.2025
alle 01:00

Sostegno a scuola, troppa burocrazia soffoca i docenti? Quanto stabilito dal PEI viene poi applicato? – SONDAGGIO

Attorno ai docenti di sostegno si è costruita una montagna di burocrazia che soffoca il senso stesso del loro lavoro. Ore passate a compilare schede, documenti, relazioni, griglie e verbali, come se l’inclusione potesse nascere da un modulo ben scritto. Il tempo dedicato all’alunno, all’ascolto, all’osservazione reale, si riduce sempre più. Il paradosso è che si invoca la personalizzazione dell’insegnamento, ma poi si costringe chi dovrebbe realizzarla a inseguire scadenze e carte, invece di persone.

E quando finalmente si arriva al famoso PEI, il Piano Educativo Individualizzato, si scopre che resta spesso lettera morta. Sulla carta tutto è perfetto: obiettivi chiari, strategie condivise, collaborazione tra docenti. Nella realtà, ognuno torna al proprio ruolo, alle proprie abitudini, e quel documento diventa un adempimento formale da archiviare. Il sostegno, che dovrebbe essere un progetto educativo comune, finisce per essere un atto burocratico. E allora la domanda sorge spontanea: chi stiamo davvero includendo, l’alunno o il sistema che si autoassolve con una firma?

Il sostegno a scuola funziona? Cosa si dovrebbe cambiare?

Il sondaggio

La Tecnica della Scuola chiede ai suoi lettori, in prevalenza docenti: tra docenti di sostegno non specializzati, boom di alunni con disabilità certificata, troppa burocrazia e criticità di vario tipo la domanda nasce spontanea: si riesce concretamente a fare inclusione a scuola?

PARTECIPA AL SONDAGGIO

All’interno del sondaggio troverai le seguenti domande:

Qual è il tuo ruolo?

  • Dirigente
  • Docente
  • Genitore
  • Studente
  • Altro

In quale luogo ti trovi attualmente?

  • Nord
  • Centro
  • Sud
  • Isole

Secondo te, a scuola, si riesce a fare davvero inclusione?

  • No
  • Non so

Quali sono i maggiori problemi relativi al sostegno a scuola a causa dei quali non si riesce a fare bene inclusione?

  • Troppi alunni con disabilità certificata;
  • Docenti di sostegno senza specializzazione che magari fanno sostegno solo per ripiego;
  • Troppa burocrazia: spesso il GLO decide qualcosa che non viene applicata;
  • Barriere architettoniche a scuola;
  • Mancanza di collaborazione tra docenti di sostegno e docenti curricolari;
  • Mancanza di fondi per pagare figure esterne, nei casi di disabilità più gravi.

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