Home Alunni Stop al test di ingresso per medicina

Stop al test di ingresso per medicina

CONDIVIDI

Sarebbe in arrivo l’abolizione definita dei testi per iscriversi alla facoltà di medicina. La proposta, in esame alla VII Commissione, prevede diversi step.

Orientamento

Primo fra tutti l’orientamento che sarà potenziato già a partire dal terzo anno delle superiori. I ragazzi, infatti, potranno usufruire di corsi online con tanto di prova di autovalutazione per avere la piena consapevolezza delle loro capacità.

Corsi gratuiti

«I corsi online saranno pubblici e gratuiti.  Dopo un corso di 100 ore e l’ottenimento dell’attestato di partecipazione attraverso dei moduli di autovalutazione, lo studente accede al primo anno di medicina: un anno di lezioni teoriche, per evitare il sovraffollamento dei laboratori che non potrebbero reggere un elevato numero di studenti, tutte di area medica che terminerà con un test di accesso al secondo anno».

ICOTEA_19_dentro articolo

Selezione al secondo anno

Se la selezione vera e propria arriva al secondo anno, il primo anno sarà comune per medicina, odontoiatria, chimica e tecnologie farmaceutiche, farmacia, biologia e biotecnologia. Dunque solo alla fine del primo anno, avverrà la selezione attraverso il raggiungimento di un numero minimo di crediti agli esami e tramite un test cosiddetto “a soglia” per il quale chi ha ottenuto un voto minimo entra sicuramente in una delle facoltà.

Il primo classificato ovviamente accede alla facoltà indicata come prima scelta e poi si va a scalare nelle altre. Un volta terminati i 6 anni, si passa alle specializzazioni.

Più test di accesso durante l’anno

Si prevedono inoltre due o tre test di accesso all’anno rispetto alla data unica attuale che provoca un’attesa di circa 1 anno. Cambia il contratto, in cui l’università mantiene la regia della formazione ma avviene una migliore regolamentazione della rete formativa coinvolgendo gli ospedali del territorio, in grado di mantenere gli standard qualitativi. Inoltre gli ultimi due anni della specializzazione diventano ibridi: con contratti di formazione – lavoro a carico delle Regioni, con maggiori diritti e tutele per il lavoro degli specializzandi, mantenuta sempre sotto la supervisione del tutor. I fondi risparmiati dal ministero andranno a finanziare nuove e ulteriori borse.