Ancora una volta una scuola diventa bersaglio di simboli d’odio. Ancora svastiche tracciate di notte, ancora un atto vandalico denunciato con fermezza dalla dirigenza scolastica. Ma questa volta emerge un elemento nuovo e inquietante, che invita ad andare oltre la condanna – doverosa – per interrogarsi sulle radici più profonde del fenomeno.
Come riporta Repubblica, a Garbagnate Milanese, all’esterno di una scuola secondaria di primo grado, ignoti hanno disegnato svastiche sul cancello d’ingresso e sulle ringhiere. A denunciare l’accaduto è stata la dirigente dell’istituto con un comunicato che non si limita a liquidare l’episodio come una “bravata”. “Quanto successo è gravissimo – scrive – ed è riduttivo definirlo tale: siamo di fronte a qualcosa di più complesso”.
La preside ribadisce l’impegno quotidiano della scuola nella difesa dei valori antifascisti sanciti dalla Costituzione e nella promozione di una cultura della memoria, della responsabilità e del rispetto. Ma aggiunge una riflessione che colpisce e preoccupa: sempre più spesso, racconta, si verificano episodi in cui studenti molto giovani inneggiano a Hitler e al fascismo. “Si tratta soprattutto di ragazzini con disturbi – spiega – adolescenti che, crescendo, sono a rischio di finire in organizzazioni violente perché più esposti ai contenuti che circolano su Internet”.
Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Garbagnate Milanese che ha fatto rimuovere tempestivamente le scritte. “Non c’è spazio per affronti simili – ha dichiarato –. Qualcuno ha tentato di trasformare un luogo di cultura e formazione in una vetrina di icone che evocano periodi aberranti”. Il primo cittadino ha infine richiamato la necessità di affrancarsi da ogni ideologia estremista, senza distinguo di colore politico: perché l’odio, comunque si manifesti, resta un errore collettivo da affrontare senza voltarsi dall’altra parte.