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Alunno plusdotato a 8 anni in quinta elementare, a 14 pronto per l’Università: ma è concesso solo un salto di classe

Un ragazzo plusdotato quattordicenne è pronto per andare all’Università. La storia arriva dalla Sicilia. L’alunno, originario del siracusano, ha già i titoli per potersi iscrivere ad un corso di Laurea dell’area Stem.

Come riporta La Sicilia, lo studente frequenta attualmente il liceo classico. Lo studente ha fatto un salto in avanti dalla terza alla quinta elementare, come proposto da un’insegnante, cosa che per lui è stata una boccata d’ossigeno.

Il permesso per studiare al liceo

In seconda media gli viene accordato un permesso per frequentare le lezioni di Fisica e Matematica al liceo Scientifico, e a 11 anni si ritrova sui banchi di una quarta liceo. “È concesso un solo salto di classe”, si sentono rispondere i genitori quando chiedono di poter fare avanzare ancora il figlio negli studi. 

L’alunno ha studiato per sostenere gli A-Level, titoli internazionali che sono riconosciuti in tutto il mondo come requisito diretto di accesso agli studi universitari. Ogni esame richiede circa due anni di preparazione, è sostenuto interamente in inglese, con commissioni rigidissime e regole ferree. Per accedere all’università ne servono tre. Ha passato Matematica Pura e Matematica Avanzata, poi la prova di Fisica. Ha sostenuto gli esami a Lucca, dopo una preparazione puntigliosa. Prova superata, terzo A-Level conseguito e adesso le porte dell’Università che si potrebbero aprire.

La passione per gli scacchi

Non solo: il ragazzo è già un campione di scacchi e ha scelto di studiare, oltre le materie Stem, anche greco e latino per aumentare conoscenze e capacità di ragionamento.

La nuova legge sulla plusdotazione

Il disegno di legge A.C. 2654, approvato dal Senato e da gennaio all’esame della Camera, punta a garantire il diritto alle pari opportunità di istruzione per quegli studenti che mostrano capacità di apprendimento precoci e superiori alla media rispetto ai propri coetanei.

Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo è delegato ad adottare i decreti legislativi necessari per il riconoscimento ufficiale di questi studenti. Al termine del triennio di sperimentazione, il Ministro dell’Istruzione dovrà presentare alle Camere una relazione conclusiva per valutare l’efficacia delle misure adottate e decidere come stabilizzare il sistema di supporto.

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