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Stranieri, quelli in regola puntano sullo studio

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Gli stranieri che risiedono stabilmente nel nostro Paese si stanno sempre più “italianizzando”. Anche da un punto di vista formativo.  Lo dice l’Istat nel rapporto ‘Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo’, presentato il 22 gennaio, spiegando che gli stranieri 15-64enni residenti in Italia presentano livelli di istruzione sempre più simili a quelli della popolazione italiana: circa la metà è in possesso al più della licenza media (49,9%, a fronte del 45,3% degli italiani), il 40,9% ha un diploma di scuola superiore e il 9,2% una laurea.
Anche se si guarda all’ambito occupazionale, i numeri cominciano ad essere significativi. Le forze di lavoro straniere rappresentano il 10,2% del totale. Il tasso di occupazione degli stranieri è più elevato di quello degli italiani (66,2% a fronte del 60,7%), come anche il tasso di disoccupazione (rispettivamente 12,1% e 8,0%). Certo, il tasso di inattività della popolazione straniera rimane sempre inferiore, di quasi dieci punti percentuali, a quello della popolazione italiana: 29,1% contro 38,6%.
Analizzando dati più generali, si scopre che in dieci anni (tra il 2001 e il 2011) la popolazione straniera residente in Italia è più che triplicata e nell’ultimo decennio il saldo naturale della popolazione straniera – fortemente positivo – ha parzialmente compensato il saldo naturale negativo della popolazione italiana: all’1 gennaio 2012 i cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia sono poco più di 3 milioni e 600 mila, circa 100 mila in più rispetto all’anno precedente. Tra il 2010 e il 2011 i flussi di nuovi ingressi verso il nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento: i permessi rilasciati durante il 2011 sono 361.690, quasi il 40% in meno dell’anno precedente.
Inoltre, negli ultimi vent’anni sono aumentati i permessi di soggiorno per motivi familiari, passando dal 12,8% al 31,1% del totale. E’ cresciuta anche la quota di minori non comunitari presenti in Italia, dal 21,5% del 2011 al 23,9% dei cittadini non comunitari nel 2012. Tale quota è più elevata nel Nord che nel Mezzogiorno: rispettivamente 25,4% e 19,2%.