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20.12.2025

Studenti pro-Pal, l’appello del sociologo Orsini: “Impegnatevi, ma proteggetevi. Lasciate l’esposizione agli studiosi”

Non è un invito al silenzio, ma alla prudenza. Nel lungo post pubblicato su Facebook, il sociologo e studioso Alessandro Orsini affronta il tema delle querele temerarie che lo riguardano e, soprattutto, si rivolge direttamente a studenti e giovani attivisti, chiedendo loro di non imitarlo nell’esposizione personale e legale.

Orsini descrive il proprio rapporto “psicologico” con le querele come un prezzo che ha deciso consapevolmente di accettare, collocandolo – nelle sue parole – all’interno di un contesto globale segnato dalla violenza e dalla morte di civili, giornalisti e volontari nel conflitto israelo-palestinese. È una scelta individuale, spiega, maturata anche in ragione del suo ruolo pubblico e accademico.

Ma il cuore del messaggio non è autobiografico: è un appello diretto alle nuove generazioni.

“Non seguite il mio esempio”

Voglio pregare tutti i giovani e gli studenti di non seguire il mio esempio“, scrive Orsini. L’esortazione è chiara: lottare per le proprie idee, anche contro ciò che definisce un genocidio, ma senza esporsi al rischio di conseguenze giudiziarie. La linea proposta è quella della protezione personale: evitare comportamenti che possano tradursi in denunce, cause legali o danni alla propria carriera.

Nel suo appello, Orsini traccia una distinzione netta tra i ruoli. A esporsi dovrebbero essere, secondo lui, gli studiosi e gli intellettuali con una posizione consolidata, mentre agli studenti chiede di “rimanere sempre un passo indietro”. Una strategia che, nelle sue intenzioni, serve a preservare energie, diritti e futuro di chi è ancora in formazione.

Attivismo sì, ma senza rischi inutili

Il messaggio intercetta una preoccupazione sempre più diffusa tra gli studenti universitari e delle scuole superiori: come partecipare al dibattito pubblico su temi internazionali e politici senza incorrere in sanzioni, procedimenti disciplinari o azioni legali. Orsini non mette in discussione il diritto – e il dovere civico – di informarsi e prendere posizione, ma invita a farlo con una “condotta non rischiosa”.

“Amate l’Italia”

Il post si chiude con un’ulteriore indicazione rivolta ai giovani: “amate l’Italia”. Orsini invita studenti e cittadini a interrogarsi su ciò che possono dire e fare per “conservare l’Italia così com’è”, opponendosi a quello che definisce un mutamento culturale che sostituisce la “cultura della pace” con la “cultura della guerra”.

È in questo senso, precisa, che chiede ai giovani di essere “conservatori”: non per difendere lo status quo politico, ma per preservare valori fondanti come la pace e la cautela nel linguaggio pubblico.

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