Home Personale Supplenze: in molte province è emergenza

Supplenze: in molte province è emergenza

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La questione delle supplenze è ormai una emergenza sempre più diffusa, soprattutto in alcune province del nord.
E così 31 dirigenti scolastici della rete di Bassano-Asiago (VI)scrivono una lettera aperta alla ministra Fedeli.

TROPPI POSTI VACANTI

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“Quest’anno – scrivono i dirigenti- nonostante i recenti concorsi, nelle scuole della provincia di Vicenza molti erano i posti vacanti. Su tali posti, ad anno scolastico iniziato, spetta alle scuole nominare i supplenti annuali (al 30 giugno o al 31 agosto). Tali supplenti vengono nominati in base a graduatorie che vengono aggiornate ogni tre anni, ma – nonostante le lezioni siano iniziate il 13 settembre – le nuove graduatorie di istituto per il triennio 2017-2020 sono state convalidate come definitive, solo il 6 ottobre 2017. Prima di tale data, è stato possibile nominare i supplenti solo sulla base delle vecchie graduatorie del triennio precedente e quindi solo ‘fino agli aventi diritto’. Con la conseguenza che nel caso di posti vacanti o di assenze (ad es. per maternità) i nostri studenti stanno ancora cambiando docente dopo più di un mese dall’inizio della scuola, con le complicazioni che ben conosciamo”.

Il problema delle supplenze si intreccia poi con la questione più generale della gestione degli organici e della mobilità: “Alcuni docenti di ruolo che sulla carta stanno lavorando nelle nostre scuole – sottolineno i dirigenti del Veneto – stanno in realtà ancora aspettando (e siamo al 21 ottobre!) di tornare nelle loro province di residenza con nomine su sostegno o nuove immissioni in altri ruoli. Forse tali trasferimenti o nomine non arriveranno, ma nell’incertezza qualcuno di loro chiede brevi periodi di aspettativa, qualcuno si ammala e anche chi è presente in servizio sembra essere ‘tra color che son sospesi'”.

LA PROPOSTA: CHIAMATA DIRETTA ANCHE PER I SUPPLENTI

Ma i dirigenti vicentini hanno una proposta risolutiva: “Basta avere il coraggio di applicare con i supplenti quanto la L. 107/2015 già prevede per i docenti di ruolo. Ovvero la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici sulla base di specifiche esigenze dei loro Istituti. Invece di estenuanti ricerche in base alle graduatorie – per alcune classi di concorso si inviano anche più di cento mail prima di trovare un supplente che accetti la proposta di incarico – assegnare ai Dirigenti l’individuazione del supplente sulla base di elenchi pubblici, senza cioè l’obbligo di doverli interpellare in base al punteggio”.

“Oggi – affermano i dirigenti – mentre il supplente può non rispondere o rifiutare una supplenza, ed è giusto e comprensibile che ciò avvenga, la scuola ha l’obbligo di chiamare in ordine di punteggio. Nessuna garanzia quindi di poter chiamare un docente competente e preparato, o un giovane neolaureato desideroso di diventarlo o il supplente che ha ben lavorato l’anno prima e già conosce classi e studenti”.

E allora la soluzione è obbligata: “Solo la chiamata diretta consente di poter confermare l’insegnante dell’anno prima garantendo la continuità didattica non solo alle classi e agli studenti ma allo stesso docente, che oggi in base a teoriche tutele di punteggio viene in realtà considerato anche lui come un numero e non una persona”.

“Signora Ministra – scrivono ancora i dirigenti – l’attuale mancanza di un ‘filtro qualitativo’, questo prevalere di automatismi che disconoscono il valore della professionalità dei docenti, sono la prima causa della criticità della vita delle scuole. E non creda che per riconoscere il merito possa essere sufficiente il FIS o il recente ‘bonus premiale’; sono tutti palliativi deresponsabilizzanti rispetto al vissuto concreto delle scuole”.

BASTA CON GLI AUTOMATISMI

Per lanciare poi un appello diretto e personalizzato: “Perché, da ex-sindacalista, non contribuisce a vincere i vecchi schemi assistenzialistici, quelli che ritroviamo negli automatismi dei trasferimenti, dei passaggi, delle nomine, delle graduatorie? Perché non propone, da subito, un nuovo contratto che riconosca,finalmente, la passione, la dedizione, il merito, con una valutazione per tutti (presidi, docenti, personale)? Perché non propone di abolire il criterio della sola “anzianità di servizio”? Perché non propone, sempre per tutti, la “chiamata diretta”, valorizzando il “consiglio di istituto”, con una riforma degli organi collegiali che metta al centro quella che è la responsabilità prima dei dirigenti scolastici, con in contrappeso la corresponsabilità delle altre componenti della scuola, arricchita dalla presenza degli enti locali?”

“Se non si supera la logica centralistica che riduce le persone a numero – concludono i dirigenti vicentini – se non si ripensa la scuola centrandola sul valore-persona, e non sugli apparati amministrativi, non usciremo mai dalle infinite emergenze”.
Le ultime righe della lettera aperta propongono uno slogan ben preciso: “Autonomia sussidiaria ed etica della responsabilità, per tutti. Altri discorsi sono solo vuota retorica”