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Tagli in Finanziaria. Diliberto: “daremo battaglia”

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I tagli in Finanziaria all’istruzione e alla ricerca sono inspiegabili per un settore “strategico”: per evitarli daremo “battaglia alla Camera e al Senato”. Le parole di fuoco contro la politica del Governo di risanare l’economia del Paese riducendo anche le spese per Scuola, Università e Ricerca hanno una valenza particolare perché non arrivano da un esponente dell’opposizione parlamentare, ma da un rappresentante della maggioranza: il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, intervenuto a Milano ad un dibattito sulla precarietà.
“Il lavoro qualificato – ha spiegato – si costruisce con la scuola e con la formazione scolastica”. Per il leader dei Comunisti italiani i mali dell’istruzione italiana devono essere estirpati rifacendo le leggi: ad iniziare da quella sull’elevamento dell’obbligo scolastico. Già in estate i Comunisti italiani hanno presentato al Parlamento due proposte di legge per portare l’obbligo a 18 anni: “è un provvedimento che dobbiamo assolutamente fare”, ha aggiunto Diliberto, che si è detto “nemico di tutte quelle leggi che introducono la formazione lavoro per i giovani anche presso aziende private”.
Forti critiche anche sui tagli dei fondi destinati all’Università e alla ricerca. “Non ci si può riempire la bocca in campagna elettorale parlando di innovazione per poi giungere a questo risultato: nel nostro Paese – ha detto Diliberto – la ricerca può essere condotta soltanto dal settore pubblico; allora se si tagliano i fondi chi resta a fare ricerca in Italia?”.
La chiosa finale del rappresentante della sinistra radicale è un desolante raffronto con uno dei Paesi più in crescita a livello mondiale: “siamo chiamati – ha concluso Diliberto – a fare prodotti migliori rispetto alla Cina che però investe in ricerca circa il 5 per cento del proprio Pil. Mentre l’Italia investe in ricerca soltanto lo 0,2 per cento”.