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Tagli organici, il Consiglio di Stato riscontra vizi procedurali: eluse le Regioni

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Continuano ad essere le Regioni le protagoniste delle vicende giudiziarie in merito alla richiesta di sospensiva degli atti ministeriali riguardanti i tagli agli organici della scuola degli anni passati, a causa della presunta illegittimità dei Decreti interministeriali: nei giorni scorsi le Regioni erano state accusate di inerzia da parte dell’ampio gruppo di movimenti e associazioni, di stampo politico, sindacale ed istituzionale, promotori dei ricorsi contro i tagli agli organici previsti per il 2011/2012. Stavolta a tirarle in ballo è il Consiglio di Stato, che come previsto il 29 luglio ha emesso il suo parere sugli appelli del Ministro contro le sentenze del Tar che hanno messo in dubbio la illegittimità dei tagli al personale degli anni precedenti. Ebbene, in attesa di conoscere il testo della sentenza, l’unica certezza è che i giudici di Palazzo Spada hanno mosso alcuni rilievi formali sul mancato coinvolgimento delle Regioni così come prevederebbe dalla normativa vigente. Passaggio che il Miur ha subito fatto sapere di essere intenzionato a chiedere entro breve, per chiudere così la questione definitivamente. “il Consiglio di Stato – ha fatto sapere viale Trastevere dopo poche ore dalla sentenza – ha accolto tutti i decreti presentati dal Miur. Soltanto su uno, ha ritenuto mancasse il parere della Conferenza Stato-Regioni, appunto su quello riguardante la definizione degli organici. Ma la questione sarà semplicemente superata appena sarà stato acquisito, come è in programma, il parere della Conferenza Stato-Regioni. Le dichiarazioni secondo cui dovrebbero essere rivisti gli organici delle scuole – ha concluso il Miur – sono prive di fondamento”. Con l’ultima precisazione, quella della conferma dei tagli, il ministero dell’Istruzione ha voluto rispondere a chi ha invece interpretato la sentenza del Consiglio di Stato come una bocciatura del metodo adottato dal Governo per arrivare a tagliare, tramite la Finanziaria di fine 2008, diverse decine di migliaia di posti. Come Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, per il quale con questa sentenza “il Consiglio di Stato conferma l’illegittimità dei tagli agli organici sulla base del ricorso presentato dalla Flc, da associazioni dei genitori e dai movimenti. Adesso chiediamo alla Gelmini – conclude Pantaleo – di ridare gli organici alle scuole e più posti per i precari sulla base di un vero piano triennale. E’ una vittoria per la scuola pubblica”. Non molto diverso è il commento di Sebastiano Busia, portavoce del pool di sindacati, partiti politici, associazioni e movimenti di varia estrazione, riuniti nello comitato Scuola e Costituzione in “difesa della scuola statale”, secondo il quale “il CdS anzitutto ha riconosciuto il pieno diritto dei genitori e dei lavoratori della scuola e dei Comitati della scuola ad impugnare gli organici anche per far valere le prerogative delle Regioni, nonostante la loro acquiescenza alle illegittimità della Ministra”. Entrando “nel merito” del parere espresso dal Consiglio di Stato, Busia ritiene che questo “ha accolto le censure dedotte dai difensori dei genitori e dei lavoratori della scuola dichiarando l’illegittimità dei decreti interministeriali con ì quali sono stati determinati i tagli agli organici del personale della scuola”.
Insomma, viene da chiedersi, ma è possibile che da questa sentenza escano tutti vincitori? L’impressione, come spesso accade, è che la verità stia nel mezzo: i giudici amministrativi hanno sicuramente rilevato delle imperfezioni nelle procedure che hanno portato all’approvazione del famigerato articolo 64 della Legge 133 taglia posti. Ora rimane da capire se questi errori formali, come sostiene il Miur, siano riparabili, nello specifico consultando le Regioni a giochi fatti. Considerando che i tagli sono archiviati e che nel prossimo futuro saranno proprio le Giunte regionali a dover gestire (anche cofinanziare) gli organici scolastici, l’impressione è anche pure stavolta la questione si concluderà con un bel nulla di fatto. Non vorremmo essere cattivi profeti, ma ricordate la “vittoria di Pirro”, di dieci mesi fa, dello Snals-Confsal sul Miur, proprio attraverso il Consiglio di Stato, sulla riduzione delle ore alle classi intermedie di tecnici e professionali?