Home Personale Trasferimenti, Giannini: con noi è tornato a casa il 40% dei prof,...

Trasferimenti, Giannini: con noi è tornato a casa il 40% dei prof, normali strascichi su nomine

CONDIVIDI
  • GUERINI

Con la riforma abbiamo movimentato 200mila domande di trasferimento, permettendo il ritorno a casa di 200mila docenti: è normale che ci sia qualche strascico.

A sostenerlo è stato il ministro dell’istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini, a margine della cerimonia inaugurale dell’anno accademico della Scuola Normale di Pisa, parlando anche il reclutamento di insegnanti italiani dall’estero.

Icotea

Soffermatasi sulla scuola, la Giannini ha tenuto a ricordare che “nelle prime settimane dall’avvio dell’anno scolastico c’è tradizionalmente una complessità che va messa a punto con il cacciavite in tutta Italia. Del resto si parla di grandissimi numeri”.

La Buona Scuola, ha continuato il ministro, “ha fatto due cose eccezionali di cui rivendico il valore: 100 mila assunti lo scorso anno e una mobilità straordinaria che ha messo in moto 200 mila insegnanti quest’anno dando al 40% degli insegnanti le possibilità di rientrare dopo lunghi anni di attesa in altre sedi. È evidente che c’è qualche strascico, ma non mi sembra niente di patologico”.

Rimane un dato di fatto, però, che stiamo entrando nella terza decade di ottobre e molte classi risultano ancora prive di una parte del loro corpo insegnante. Come in Veneto, dove i sindacati qualche giorno fa hanno paventato la possibilità che prolunghino “fino a Natale le supplenze per coprire le cattedre vicentine ancora vuote dalle elementari alle superiori”.

A proposito del reclutamento di insegnanti italiani dall’estero, Giannini ha detto che “non c’è una sola misura che può riuscire a invertire il processo sulla cosiddetta fuga dei cervelli. Credo che serva una visione politica, che è quella che stiamo attuando. Sulle ‘Cattedre Natta’ si tratta di mettere a punto nel passaggio parlamentare la procedura con cui dovremo selezionare queste eccellenze e su questo c’è ancora da riflettere un po'”, ha concluso il responsabile del Miur.

 

{loadposition eb-scuola-italia}

 

 

{loadposition facebook}