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Troppe lodi al Sud, la Lega lancia la sfida coi “cervelloni” della Padania

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Come volevasi dimostrare. Le indiscrezioni sullo sbilanciamento delle lodi a favore del Sud, espresse dal dall’economista Roger Abravanel, hanno aperto il dibattito sulla necessità di escogitare un sistema standardizzato che in fase di giudizio delle prove riduca al massimo la discrezionalità delle commissioni: se per il consulente Miur la soluzione può essere quella dell’introduzione dei test Invalsi, dalla Lega Nord è arrivata una proposta al limite della provocazione: si tratta di una sorta di sfida tra cervelloni del Nord e del Sud.
Secondo i giovani deputati del partito del Carroccio, Paolo Grimoldi e Davide Cavallotto, rispettivamente responsabile federale e coordinatore nazionale piemontese del Movimento giovani padani, “leggere ancora oggi che nelle scuole superiori al Sud si registrano il doppio dei 100 e lode del Nord è vergognoso e imbarazzante. Ma qualcuno crede davvero – continua la nota congiunta al limite dell’indignazione – che in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio siano tutti geni, mentre dal Centro al Nord tutti somari?“.
Dopo aver preso atto che anche il Lazio fa parte del Sud (!), si evince anche che il vero obietti dei due deputati della Lega più che l’equità dei voti finali da apporre sui diplomi, sembra quello di eliminare una volta per tutte l’equiparazione del titolo rilasciato dalle scuole pubbliche italiane. “Facciamola veramente questa sfida comparativa tra i 100 e lode sudati in Padania e quelli spesso regalati nel Sud: avremmo la conferma – sottolineano i due deputati leghisti – dell’assurdità del valore legale del titolo di studio, di cui la Lega chiede da tempo l’abolizione. Abbiamo moltissimi giovani padani diplomati con 100 e lode, ma anche con molto meno che si confronterebbero senza problemi con i ‘cervelloni’ del Sud, soprattutto con quelli usciti a grappolo da una stessa scuola superiore“.
L’interrogativo è d’obbligo: “forse le scuole del Nord sono più selettive?”, chiedono i due con un punta di polemica. Per poi tornare a dire, con maggiore incisività, che è uno “scandalo se non una truffa legalizzata che gli studenti del Sud partano con un ‘bonus’ omaggio nelle selezioni per le università, per le borse di studio e in generale con un riconoscimento nel curriculum che non corrisponde alla loro preparazione reale. E’ ora di finirla” .
La conclusione parte da un’altra domanda provocatoria, per poi giungere ad un confronto improbabile: “Ci spieghino, poi com’è che questi ‘cervelloni’ sono tutti senza lavoro: secondo l’ultimo Rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno due giovani su tre non lavorano. Sinceramente – chiosano i due leghisti – se dovessimo assumere un laureato padano con votazione 80 e uno laureato al Sud con il massimo dei voti non avremmo dubbi sul grado di preparazione“.