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Università, Profumo vede nero

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Il ministro Profumo vede nero. Non tanto per il futuro della scuola, quanto per quello dell’Università italiana. Nel corso di una intervista rilasciata a Tgcom24, il responsabile del Miur ha spiegato che negli atenei in questi anni “c’è stata una diminuzione dei docenti del 10% e a fronte di ciò c’è stata una minore necessità di spesa di circa 500 milioni. La riduzione del fondo però è stata di 800 milioni che per il 2013 prevede un’ulteriore diminuzione. Il risultato – ha detto ancora il Ministro – sarà che un numero troppo grande di Università non avranno risorse che possano andare oltre il pagamento degli stipendi. Solo che non basta, perché servono servizi agli studenti e la ricerca”.
Ad un certo punto, Profumo ha perso il suo ormai caratteristico equilibrio dialettico. Sostenendo, senza giri di parole, che entro breve tempo “ci sarà un peggioramento del servizio delle nostre Università e credo che questo sia un errore perché questo era il momento per tornare a investire”.
Dal ministro è però anche arrivato un appello alla continuità su quanto fatto dal governo. Ed in questo caso il riferimento è all’istruzione pubblica. “Credo che i processi messi in atto per la scuola – ha aggiunto – devono essere continuati con attenzione al mercato del lavoro aperto all’Europa”.
Interpellata sul futuro del premier Mario Monti, il Ministro ha sottolineato che “i giornali fanno giustamente il loro lavoro: mi aspetto che nei prossimi giorni monti si esprima e dica cosa intende fare. Non si possono dare consigli. Il presidente ha tutto il tempo necessario per prendere una sua decisione” In merito al suo futuro invece, il Profumo ha ricordato le sue ‘origini’: “Io sono un professore in aspettativa che ho prestato un periodo della mia vita al Paese, dopodiché tornerò al mio lavoro. Sono stato chiamato in un momento eccezionale del Paese e come cittadino sono contento di aver dato il mio contributo. Questa fase sta per terminare e con serenità ritorno al mio lavoro”.