Home Personale Vacanze per 13 settimane? Non è vero!

Vacanze per 13 settimane? Non è vero!

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Al Presidente della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi

On.le – Roberto Fico

Icotea

 

 

Desideriamo porre alla Sua attenzione quella che a noi pare essere una “operazione di manipolazione dell’informazione” operata nella trasmissione “Porta a Porta” condotta dal giornalista Bruno Vespa, andata in onda Mercoledì 8 aprile su Rai1 intorno alle ore 23. Durante la trasmissione, che affrontava il tema della riforma della scuola (DDL buona scuola), il conduttore ha mostrato in diretta televisiva una tabella sulle vacanze estive in Europa, ripresa dal sito http://www.educationduepuntozero.it/politiche-educative/lunghe-ferie-scuola-italiana-europa-cosa-si-fa- 40105226100.shtml.

Il commento, che supportava la visione della tabella, mirava, a nostro parere in modo evidente, a indurre nei telespettatori un’idea distorta sul tempo che la scuola italiana dedica al periodo di “vacanze estive”: confrontando i dati, dalla tabella risulta che, fra le scuole europee, la scuola italiana operi un tempo di astensione dall’attività più consistente, addirittura più del doppio di paesi come Regno Unito e Germania.

La realtà invece è ben diversa ed è documentata dalla tabella pubblicata nello stesso sito, da noi rielaborata: leggendo i dati in essa rappresentati, si ha una corretta informazione sulla totalità delle vacanze nelle scuole adottate nei Paesi europei che, come può notare, sono addirittura superiori a effettuate in Italia.

Un esempio: leggendo, per completezza di informazione, i dati di un intero anno scolastico e confrontando, in questo caso, i giorni effettivi della scuola in Italia e quelli della Germania, si evidenzia che la differenza è pari a 10 giorni e non a 7 settimane come, a nostro avviso in modo ingannevole, il conduttore ha lasciato intendere “interpretando” i dati riportati nella tabella mostrata durante la diretta tv della sua trasmissione.

 

Come docenti della scuola statale italiana ci sentiamo amareggiati e sorpresi per una operazione mediatica volta a delegittimare ulteriormente il nostro ruolo nella società, disegnandoci come lavoratori privilegiati fannulloni e scansafatiche rispetto ai colleghi europei.

Ci preoccupa, inoltre, il fatto che la mistificazione della realtà venga realizzata addirittura dal servizio pubblico, che dovrebbe, invece, rilanciare il ruolo dei docenti, per riaffermarne la rilevanza e la fiducia. Non dimentichiamo che ai docenti è affidato il delicato compito di “accompagnare le nuove generazioni nel loro percorso di crescita umano e formativo”.

Chiediamo pertanto il suo autorevole intervento, a tutela della corretta informazione e comunicazione operata dalla televisione di Stato.

Chiediamo un intervento immediato, che assicuri ai cittadini il diritto di usufruire di una televisione capace di garantire equità, correttezza e trasparenza di informazione.

Certi di un suo immediato intervento, le inviamo i più cordiali saluti

14 aprile 2015

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DOCENTI UNITI: NO AL DDL SCUOLA (4.200 utenti)
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LA SCUOLA PUBBLICA NON DEVE FINIRE (13.300 utenti)

 

IL DOCUMENTO INTEGRALE CON LE TABELLE DI COMPARAZIONE

Vigilanza-Rai-lettera-aperta-aprile-2015_3.pdf