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Vaccino 5-11 anni, negli Usa 2,4 milioni di somministrazioni. Rischi bassi per i bambini

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L’ok che è arrivato ieri dall’Ema (Agenzia Europea del farmaco) sul vaccino Pfizer anche per la fascia d’età 5-11 anni, porterà al via libera anche dall’Aifa. Nelle prossime settimane dunque i genitori saranno liberi di vaccinare anche la fascia più giovane della popolazione. Nessun obbligo o costrizione ma un’opportunità che si potrà cogliere, in considerazione anche dell’aumento dei contagi che non risparmia i bambini, oggi colpiti maggiormente rispetto alle prime ondate. La domanda che adesso si porranno molti genitori è se converrà vaccinare i propri figli a quest’età.

Il ‘Corriere della Sera’ fa un’analisi molto ampia della situazione. Partendo dal dato dell’Istituto superiore di sanità che indica il dato di 241.739 bambini contagiati dai 6 agli 11 anni su 3,2 milioni. Numeri per fortuna bassi quelli dei deceduti (9) e delle terapie intensive (36).

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I bambini tra i 6 e gli 11 anni rischiano di essere ricoverati 10 volte in meno rispetto ai loro genitori. Il vaccino per questa fascia è stato sperimentato su 3.116 bambini. L’efficacia è del 90,7%. L’agenzia del farmaco americana ha affermato che il numero di partecipanti al programma di sviluppo clinico è troppo piccolo per essere rilevato qualsiasi potenziale rischio di miocardite, ma sempre secondo l’Fda è ragionevole prevedere che i tassi di miocardite post-vaccino saranno probabilmente ancora più bassi tra 5 e 12 anni di età.

Negli Stati Uniti dall’8 novembre sono stati vaccinati 2,4 milioni di bambini tra i 5 e gli 11 anni. Estendendo fino ai 17 anni il campione, al momento risultano 607 casi di miocarditi/pericarditi, ovvero un caso ogni 10mila vaccinati. Dati tutti da verificare come sottolinea il ‘Corriere della Sera’ perché basati su segnalazioni spontanee e pubblicate in tempo reale.

Ogni genitore dovrà consultarsi con il proprio pediatra, in attesa di conoscere risultati sulle reazioni su larga scala, ma l’ok delle Agenzie del farmaco confortano sui (pochi) rischi per i più piccoli.