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Vaccino obbligatorio, per i contrari si fa dura. Una prof di Fabriano sospesa e senza stipendio: sacrificio doloroso

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Mancano pochissime ore all’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, che sarà gestito sulla base della Circolare del ministero dell’Istruzione. Il provvedimento sembra dar far vacillare diversi contrari all’obbligo. Nella scuola, dove oltre il 95% ha fatto almeno una dose di vaccino anti Covid, si tratta di 50-60mila docenti e Ata: praticamente uno stadio di calcio gremito in ogni posto.

L’insofferenza di una prof di Lettere

Manifesta segnali di cedimento Roberta Salimbeni, la docente di Lettere alla scuola media ‘Gentile’ di Fabriano, da tre mesi senza stipendio perché senza Green pass. La donna, che non si è vaccinata e non si è sottoposta tampone, ha a lungo sperato in un decadimento dello stato d’emergenza (ma si sta andando verso la proroga fino al 31 marzo) o in una cancellazione del certificato verde. E invece ora scatterà l’obbligo vaccinale.

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Non capisco, non mi adeguo

“Risulta sempre più difficile adeguarmi ad una situazione così distante dai principi e dai valori in cui credo e sui quali ho sempre basato la mia professione – ha detto la prof all’Ansa – D’altro canto, rinunciare ad un lavoro, che ho costruito attraverso anni di studio, che richiede competenze che si costruiscono nell’arco di tanto tempo, e al quale ho dedicato gran parte della vita è un sacrificio grande e doloroso“.

La scuola insegna altro

Come docente, continua la professoressa Salimbeni, “le priorità sono e sempre saranno il sentimento di umanità, l’accoglienza e il rispetto verso tutti, il diritto alla libertà e al lavoro, diritti che saranno messi ancora di più in discussione, se non completamente cancellati, dall’obbligo vaccinale per alcuni lavoratori, tra cui i docenti. Renderlo obbligatorio mi sembra inopportuno sotto diversi punti di vista”.

E poi, aggiunge, “se la scuola fosse stata veramente un luogo pericoloso, l’obbligo sarebbe dovuto scattare a settembre”.

Gli effetti “negativi” del vaccino

La docente di Lettere sostiene anche che “il trattamento (la vaccinazione, ndr), a quanto pare, non immunizza in modo definitivo, ha una durata limitata e presenta numerosi e importanti effetti collaterali”.

L’aspetto paradossale, conclude, è “che tale obbligo ha come contropartita la sospensione dal lavoro e dello stipendio, riducendo alla fame tante persone preparate, diligenti, competenti e sane”.

Scritte no-vax a Udine

Intanto, non demordono i più ostinati no vax. Come quelli in azione sulle pareti esterne di una scuola di Udine, dove sono state impresse con vernice spray rossa frasi come il “vaccino uccide“, “salva tuo figlio” e un’accusa di stampo nazista al Governo. Delle scritte si sta occupando la Digos della Questura di Udine che sta cercando elementi, anche grazie ai filmati registrati con la videosorveglianza, per identificare gli autori.

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