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Via libera definitivo al decreto su scatti stipendi. No della Ragioneria sui Quota 96

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L’aula della Camera ha dato il via libera definitivo al decreto legge sugli scatti di stipendio del personale della scuola. I voti favorevoli sono stati 416, uno contrario e 97 astenuti. Ad astenersi sono stati i gruppi del Prc e di M5S. Il provvedimento, già approvato dal Senato, diventa legge. Però potrebbe scoppiare presto un’altra grana. Come riporta l’Ansa, arriva lo stop della Ragioneria dello Stato alle coperture del testo unificato che risolve il caso di circa 4mila insegnanti oggetto della cosiddetta “quota 96”, che a causa della riforma Fornero non erano riusciti ad andare in pensione nonostante i requisiti. Perla Ragioneria, infatti, non è “idonea una copertura di oneri certi con economie di entità incerta”.

Intanto giungono le prime dichiarazioni dopo l’approvazione del decreto legge sugli scatti stipendiali da parte della Camera dei Deputati. Soddisfazione da parte delministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini: “Con l’approvazione del decreto si è corretto il tiro rispetto ad un errore commesso in passato – spiega il Ministro – che rischiava di pesare sulle tasche degli insegnanti. Ora dobbiamo lavorare sul futuro. L’ho detto in molte occasioni e non mancherò di ripeterlo durante tutto il mio mandato: bisogna davvero cambiare passo. Dobbiamo uscire dalle emergenze continue, progettare una scuola che ridia dignità agli insegnanti, ma che metta al centro soprattutto il diritto dei nostri giovani ad una formazione adeguata per affrontare il futuro”.
Di parere opposto sono Elena Centemero (FI) e Silvia Chimienti (M5S)
Centemero (responsabile nazionale Scuola ed Università di Forza Italia) parla di “senso di responsabilità” da parte del suo partito nell’aver votato Sì al decreto: “Questo provvedimento è un intervento d’urgenza per porre rimedio ad un pasticcio burocratico del governo Letta e della Ministra Carrozza. Gli scatti di anzianità ai docenti furono sbloccati dalla Ministra Gelmini per il triennio 2010-2012, utilizzando i risparmi originati dalla finanziaria del 2008. Oggi votiamo il Dl per senso di responsabilità, ma non sono questi gli interventi che ci aspettiamo da chi pone la scuola al centro della sua azione di governo. È necessaria una riforma del sistema di reclutamento dei docenti e l’apertura delle nostre scuole ai giovani – afferma Centemero – che aggiunge, infine che, per quel che riguarda il finanziamento, è arrivato il momento di parlare di costi standard e di rendicontazione pubblica dell’utilizzo delle risorse”.
Anche il M5S esprime forte perplessità in una nota: “Il Movimento 5 stelle ha provato fino all’ultimo a migliorare il decreto sugli scatti stipendiali dei docenti, approvato questo pomeriggio alla Camera senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato, ma il Governo ha bocciato tutti gli emendamenti presentati. Dunque restano appena 120 i milioni stanziati per il ripristino dell’annualità 2012, a fronte dei 370 necessari secondo le quantificazioni del MEF, e diventa legge il conseguente rinvio alla sessione negoziale per reperire i 250 milioni mancanti, che verranno inevitabilmente sottratti al MOF.
“Tutti i nostri emendamenti – dichiara Silvia Chimienti, relatrice di minoranza del decreto – andavano nella direzione di coprire lo sblocco delle annualità 2012 e 2013 attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive e precisamente aumentando di due punti la percentuale della tassazione sulle rendite di capitale. La stessa identica copertura che viene proposta in televisione e sui giornali dal nostro premier Matteo Renzi per finanziare i mirabolanti interventi promessi. Purtroppo, alla prova dei voti, il Governo dimostra di non essere in grado di invertire la tendenza né di voler realmente fare ripartire la scuola, martoriata negli ultimi anni da tagli inumani.
“Con la riduzione del fondo in questione – precisa Chimienti – molte scuole si vedranno costrette a privarsi di attività didattiche extracurriculari di fondamentale importanza come i corsi di recupero, ma anche di materiali utili alla didattica, delle ore di straordinario del personale Ata, degli emolumenti per i collaboratori del dirigente scolastico, delle indennità di turno, degli stipendi agli insegnanti di madrelingua, dei compensi per il personale supplente e altro ancora.
Il M5S si è astenuto in votazione finale: avallare il prelievo sul MOF significa accettare una logica ricattatoria che respingiamo fermamente. Non possiamo essere costretti a scegliere tra la sopravvivenza economica dei lavoratori e la qualità dell’offerta formativa” conclude la deputata”. 

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