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Viaggi di istruzione, Skuola.net: 2 studenti su 5 non partono per “colpa” dei prof

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Sono sempre meno i ragazzi che riescono a partecipare alla tanto attesa gita scolastica. La motivazione principale sono le resistenze dei docenti, sempre più restii ad accompagnarli.

È quanto emerge da un’indagine, condotta da Skuola.net, intervistando online circa 3mila ragazzi di medie e superiori.

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Sarebbero infatti quasi 2 studenti su 5 che non riusciranno a partire con la scuola. Tra le motivazioni, nel 16% dei casi la mancanza di fondi a disposizione delle scuole per l’organizzazione delle gite, solo nel 6% le condizioni economiche delle famiglie, mentre la paura del terrorismo riguarda solo il 4% delle scuole.

Ma è la mancata disponibilità dei docenti ad accompagnare i ragazzi in gita la ragione predominante, con il 39% degli studenti intervistati. Le ragioni sono molteplici: molti non se la sentono di avere la responsabilità di una classe intera, altri sanno già che qualche elemento creerà problemi; ma anche la mancanza di incentivi (soprattutto monetari) riconosciuti ai prof accompagnatori potrebbe aver giocato un ruolo decisivo.  

È certo che i rischi sono spesso altissimi e quindi comprensibili le resistenze degli insegnanti: sempre secondo Skuola.net, 1 studente su 10 dichiara di aver fatto uso di droghe (principalmente leggere), ma al triennio delle superiori questa percentuale raddoppia. Anche l’alcol è un problema: infatti, 1 ragazzo su 3 ne confessa un abuso, mentre nella fascia 11-16 anni sono solamente 1 su 10. Inoltre, se i più piccoli hanno più timore ad allontanarsi da soli dall’albergo di sera (1 su 10), alle superiori 2 su 5 ammettono la pratica. E sia alle medie che alle superiori circa il 20% dichiara di essersi esposto a situazioni rischiose per passare da una camera all’altra senza farsi scoprire dai professori.

Quelli che partiranno, andranno per lo più in Italia (circa la metà degli intervistati). In Europa, le mete più gettonate Berlino, Praga, Londra, Atene, raggiunte per lo più con mezzi economici: pullman (47%) e voli low-cost (20%).

 

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Continua la collaborazione con la Polizia Stradale

Sempre in tema di viaggi di istruzione, oggi, 2 marzo, Miur e PolStrada hanno rinnovato la collaborazione già avviata nel corso dello scorso anno scolastico per assicurare alle scuole che ne fanno richiesta, un servizio di controllo sia prima della partenza che in itinere sui mezzi di trasporto dedicati alle visite di istruzione.

A tal proposito, il Miur con propria nota ha ricordato che la richiesta di intervento della Polizia Stradale non è obbligatoria, ma è una possibilità per le scuole, che potranno avanzare la richiesta di controllo prima di partire.

Per farlo, possono utilizzare il modello allegato alla stessa nota, da inoltrare alla sezione della Polizia Stradale della provincia in cui ha sede la scuola, per segnalare il viaggio e per agevolare la programmazione dei controlli, che saranno effettuati a campione, lungo l’itinerario.

Inoltre, restano validi i numeri di assistenza 112 e 113 per eventuali segnalazioni durante il viaggio.

 

I controlli eseguiti nel 2016

Nel corso della mattinata sono stati presentati anche i risultati dei controlli dello scorso anno. Nel 2016 la Polizia Stradale ha impiegato 10.615 pattuglie per il controllo di 15.546 autobus (di cui 10.126 su richiesta delle scuole), pari al 15% circa del parco veicolare in Italia, rilevando irregolarità su 2.549 veicoli (1.287 di quelli controllati su richiesta delle scuole).  

Le principali violazioni accertate hanno riguardato irregolarità documentali (2.117 violazioni); inefficienza dei dispositivi di equipaggiamento quali, ad esempio, pneumatici lisci, cinture di sicurezza guaste, fari rotti ecc. (624 violazioni); mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo (449 violazioni); eccesso di velocità (262 violazioni); carte di circolazione ritirate (68); patenti di guida ritirate (46) e omessa revisione (36).

“I numeri registrati lo scorso anno – ha osservato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi – ci dicono che dobbiamo continuare in questa direzione, proseguendo con i controlli sui mezzi che portano le nostre ragazze e i nostri ragazzi in gita. Dobbiamo fare un’azione positiva di sicurezza per le studentesse e gli studenti e far comprendere loro l’importanza di questo tema continuando anche con l’educazione stradale, ad esempio attraverso il progetto Icaro che abbiamo realizzato in collaborazione sempre con la Polizia Stradale. Progetto che ha portato ad una reale sensibilizzazione e responsabilizzazione delle ragazze e dei ragazzi. Da un anno – ha ricordato Toccafondi – il Miur ha creato anche un sito ad hoc, www.edustrada.it, al quale tutti diversi soggetti istituzionali collaborano mettendo online progetti di educazione stradale che sono liberi e gratuiti per tutti gli utenti. Ad oggi 1.100 scuole sono registrate e 13.500 sono gli utenti che lo utilizzano regolarmente. Segno che il tema della sicurezza stradale è entrato a pieno nel percorso educativo. Un percorso che non facciamo mai da soli – ha aggiunto – ma in collaborazione con gli operatori del settore”.

 

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