Sono trascorsi venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre 2001. Gli attacchi terroristici suicidi furono effettuati da diciannove affiliati all’organizzazione terroristica al-Qaida, che dirottarono quattro voli di linea facendoli schiantare su diversi obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti. Negli attacchi morirono circa tremila persone – inclusi tutti gli attentatori – e circa seimila rimasero ferite.
Gli obiettivi dell’attacco furono il World Trade Center di New York, ovvero le celeberrime “Torri Gemelle” (crollate in seguito allo schianto), e il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa americano, in Virginia. Un quarto attacco, destinato alla Casa Bianca a Washington, residenza del presidente degli Stati Uniti e sede del governo statunitense, non andò a buon fine, poiché l’aereo precipitò prima di raggiungere l’obiettivo.
Gli attacchi dell’11 settembre sono considerati dagli storici un evento centrale nella storia contemporanea, tra i più rilevanti dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Gli effetti a lungo termine compresero una stretta sulle politiche di sicurezza negli Stati Uniti (attraverso il celebre “Patrioct Act”, tuttora in vigore), nonché la “guerra al terrorismo”, che assunse presto dimensioni globali coinvolgendo numerose nazioni occidentali.
Poche settimane dopo gli attacchi, infatti, una coalizione a guida USA con la partecipazione di molti Paesi europei – tra cui l’Italia – diede luogo all’invasione dell’Afghanistan (ottobre 2001), con il rovesciamento temporaneo del governo dei Talebani, alleato del leader di Al-Qaida Osama Bin Laden. Nel 2003 vi fu poi l’invasione dell’Iraq (nota anche come Seconda guerra del Golfo), con la cattura e l’esecuzione di Saddam Hussein.
Anche la scuola, giocoforza, fu coinvolta nella triste vicenda. Il presidente americano George W. Bush si trovava in visita in un istituto elementare in Florida (la scuola “Emma E. Booker”) quando ricevette la notizia degli attentati. Immagini rimaste nella storia lo ritraggono in classe, impegnato a dialogare con gli alunni, quando un collaboratore si avvicina per sussurrargli all’orecchio quanto avvenuto a New York e in Virginia.
Subito dopo gli attacchi, e per diversi giorni successivi, furono migliaia le scuole chiuse in tutti gli Stati Uniti, insieme a uffici pubblici e altre attività economiche e commerciali, sospese per motivi di sicurezza. Venticinque anni dopo, l’11 settembre è inserito nei programmi scolastici in molti Paesi del mondo – compresa l’Europa – avendo rappresentato un momento di svolta nella storia recente.