Pugno duro anche in Francia verso chi si scaglia contro i docenti: a Le Fauga, vicino a Tolosa, un uomo che ha minacciato di decapitare una docente della scuola del figlio è stato processato il 10 settembre per direttissima e condannato a sei mesi di carcere, tutti da scontare senza condizionale. Non è stata considerata un’attenuante la circostanza che l’episodio si fosse svolto fuori dall’istituto scolastico, dove si trovava in quel momento la professoressa: la minaccia di “decapitazione” è stata considerata dal giudice come un’azione violenta e particolarmente grave.
Il genitore ha compiuto il gesto, venerdì scorso, dopo che la direzione della scuola del figlio gli aveva comunicato una nota di condotta negativa rilasciata da un’altra insegnante.
L’Ansa riporta che a fine udienza, dopo la decisione del giudice, il genitore – di confessione musulmana – è stato immediatamente trasferito in carcere.
Il ministro dell’Educazione nazionale francese, Edouard Geffray, ha commentato la severe sentanza in modo positivo: “Nessun professore deve aver paura di esercitare il proprio lavoro – ha scritto su X – prendersela con uno di loro significa prendersela con l’intera istituzione”.
Oltre alla condanna, l’episodio – ha spiegato il ministro – sarà anche “una delle prime applicazioni del decreto adottato quest’estate per proteggere il personale di fronte alle minacce e alle violenze dei genitori degli studenti”.
In base al decreto, contestato dai sindacati, un allievo frequentante le scuole elementari, medie o superiori, il cui genitore “compromette gravemente” il “funzionamento normale” dell’istituto, può essere costretto a cambiare istituto, allo scopo di proteggere i docenti.
Nell’ultimo periodo, anche in Italia c’è stato un inasprimento delle pene per i genitori che producono violenza nei confronti del personale scolastico. Un esempio è il decreto sicurezza, entrato in vigore sabato 25 aprile, che aumenta le pene per i genitori degli alunni che si rendono protagonisti di episodi di violenza, aggressioni o possesso di strumenti impropri.
In particolare, il DL sicurezza 2026, trasforma in un reato autonomo le lesioni a dirigenti e docenti e le punisce con la reclusione fino a cinque anni, se lievi, fino a dieci anni, se gravi, e fino a sedici anni, se gravissime.
Il decreto, con una modifica all’articolo 380, comma 2, lettera a-ter, del codice di procedura penale, aggiunge che in caso di lesioni personali ai danni di un dirigente scolastico o a un membro del personale docente della scuola scatti anche l’arresto obbligatorio in flagranza. Di fatto, gli insegnanti vengono equiparati al personale sanitario (e alle forze dell’ordine, per cui già vale).
L’obiettivo dichiarato del Governo Meloni è quello di tutelare maggiormente il personale scolastico dalle aggressioni fisiche. Non solo dirigenti e docenti, ma tutto il personale scolastico (docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario).
Viene poi “alleggerito” il portafoglio dei genitori ritenuti responsabili, anche per via indiretta, del comportamento dei propri figli.