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Prima ora - le notizie del 10 settembre

10.09.2026

Educazione sessuo-affettiva a scuola, raggiunte le 500 mila firme per il referendum

La campagna referendaria per l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole raggiunge un primo, importante traguardo: sono infatti 500 mila le firme raccolte dall’iniziativa “Sì educazione affettiva nelle scuole”, avviata lo scorso 6 agosto.

Il referendum nasce con l’obiettivo di abrogare integralmente la legge 104/2026, il provvedimento che introduce il consenso delle famiglie per l’avvio dei percorsi di educazione sessuo-affettiva negli istituti scolastici e che esclude completamente la possibilità di realizzare tali attività nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria.

Il risultato delle 500 mila sottoscrizioni assume, secondo i promotori, un particolare significato in un periodo segnato da numerosi episodi di violenza contro le donne e da un acceso dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti educativi dedicati alle relazioni, al rispetto e alla prevenzione della violenza.

La posizione della FLC CGIL

Tra i sostenitori dell’iniziativa c’è la FLC CGIL, che ha espresso il proprio appoggio alla campagna e invitato il personale della scuola e, più in generale, le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza a firmare il referendum.
Al centro della posizione del sindacato c’è l’idea che la scuola debba mantenere un ruolo centrale nell’educazione delle nuove generazioni. Secondo la FLC CGIL, limitare la possibilità di affrontare questi temi in ambito scolastico rischia infatti di lasciare ragazze e ragazzi esposti a fonti di informazione prive di adeguati strumenti educativi, come i social network e, soprattutto, i contenuti pornografici presenti online.

Per il sindacato, l’educazione sessuale e affettiva non dovrebbe essere considerata un’attività accessoria, ma una componente del percorso formativo degli studenti, capace di contribuire alla costruzione di relazioni consapevoli e rispettose.

Autonomia scolastica e libertà di insegnamento

La FLC CGIL aveva contestato la legge 104/2026 già durante il suo iter parlamentare, considerandola un arretramento rispetto al diritto delle nuove generazioni a ricevere una formazione laica e pluralista.
Un altro punto della critica riguarda l’autonomia delle istituzioni scolastiche e la libertà di insegnamento. Secondo il sindacato, la normativa introdurrebbe vincoli tali da rendere più complessa la progettazione di percorsi educativi costruiti sulla base delle esigenze delle singole comunità scolastiche.
L’educazione all’affettività e alla sessualità viene invece indicata come parte integrante della crescita personale: conoscere il proprio corpo, comprendere le emozioni, costruire relazioni equilibrate e sviluppare consapevolezza rispetto al consenso e al rispetto degli altri sono aspetti che, secondo i promotori, dovrebbero accompagnare il percorso educativo fin dall’infanzia.

Il ruolo del referendum

L’iniziativa referendaria è promossa da cittadine e cittadini appartenenti a diverse associazioni e ha raccolto il sostegno di esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, oltre che di insegnanti e operatori del mondo della scuola.
L’obiettivo non è soltanto cancellare le limitazioni introdotte dalla legge, ma riaffermare la possibilità per le scuole di progettare autonomamente interventi di educazione sessuale e affettiva all’interno dei propri Piani triennali dell’offerta formativa (PTOF).
La sfida, dunque, riguarda anche il modello di scuola che si intende costruire: una scuola nella quale l’educazione alle relazioni, al rispetto e alla consapevolezza possa essere parte integrante della formazione degli studenti, attraverso percorsi inclusivi e coerenti con l’autonomia scolastica.

Il raggiungimento delle 500 mila firme rappresenta così un passaggio decisivo per la campagna. Il tema dell’educazione sessuo-affettiva entra nuovamente nel dibattito pubblico, con il referendum che punta a restituire alle istituzioni scolastiche la possibilità di intervenire su un ambito considerato dai promotori fondamentale per la crescita e il benessere delle nuove generazioni.

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