Home Attualità 160 tavole raccontano l’orrore delle leggi razziali: da Mussolini e Liliana Segre

160 tavole raccontano l’orrore delle leggi razziali: da Mussolini e Liliana Segre

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E’ stata inaugurata a Torino la mostra “1938-2018 Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricordano l’orrore dell’antisemitismo” che apre ufficialmente la 22/a edizione di Cartoons on The Bay.

Il luogo scelto è il Museo del Carcere Le Nuove a Torino,  che immerge il visitatore nell’orrore e nel dolore della prigionia.

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Quasi 160 opere di fumettisti famosi (dai disegnatori di Tex a Nathan Never, da Dylan Dog a quelli della Marvel) e quasi altrettante provenienti dalle scuole di fumetto di tutta Italia in un’esposizione, organizzata da Rai Com in collaborazione con ARF, che ha ricevuto il patrocinio di tutte le comunità ebraiche italiane.

C’è Benito Mussolini che tatua la stella sul braccio di un bambino spaventato e sullo sfondo c’è la bandiera italiana e un Crocifisso appeso al muro. C’è la Anna Magnani di Roma città aperta con la stella di David cucita e insanguinata sul petto nudo. C’è Liliana Segre, oggi che è diventata senatrice a vita ma anche quando piccola e spaventata fu cacciata dalla sua scuola perché ebrea. C’è un supereroe che spezza le catene sotto il cartello di “Arbeit macht frei” di Auschwitz.

“Sono fumetti vergati da matite inorridite, disperate, allucinate, insanguinate ma non spezzate. Sono matite pronte a denunciare e a far capire con quel linguaggio diretto e coinvolgente dei fumetti una delle pagine più dolorose della storia italiana”.

Fra le altre, c’è una frase sul Corriere dei Piccoli trasformato dal fumettista in Corriere dei Pargoli che dice: E, come spesso accade nei fatti della storia,/si relegò il ricordo nel dì della memoria/e come tutto ciò che si vuol dimenticare/un solo giorno all’anno ci basta ricordare./ Ma non riesco a liberarmi da una domanda strana:/ che fine fece la purezza italiana?/ Non riesco a liberarmi da una domanda ottusa:/ ci fu, per tutto questo, chi almeno chiese scusa?