Era il 17 novembre 1939, la Seconda Guerra mondiale era appena iniziata e già il regime nazista stava mostrando tutta la sua ferocia: a Praga, nove studenti e professori, ‘colpevoli’ di avere manifestato contro gli occupanti, furono fucilati senza processo e altri 1.200 deportati nei campi di concentramento. Due anni dopo, nel 1941, l’International Students’ Council a Londra dichiarò ufficialmente il 17 novembre Giornata Internazionale degli Studenti, in memoria di quegli atti di coraggio.
La storia del XX secolo è segnata da tanti momenti in cui la partecipazione attiva e coraggiosa di masse studentesche ha contrastato e qualche volta favorito la fine di regimi totalitari: nel 1973 gli studenti greci guidarono l’insurrezione al Politecnico di Atene contro il regime dei colonnelli. La manifestazione, alla quale parteciparono migliaia di altre persone, fu poi soffocata nel sangue ma questo tragico epilogo contribuì in modo determinante all’irresistibile ascesa della protesta popolare e alla successiva caduta del regime nel 1974.
Alla fine degli anni Ottanta, a Praga, gli studenti parteciparono attivamente alla cosiddetta Rivoluzione di Velluto, che condusse alla dissoluzione dello Stato comunista cecoslovacco.
Sempre nel 1989, chi non ricorda l’immagine del ragazzo solo che ferma l’avanzata dei carri armati nei pressi della piazza Tienanmen, a Pechino, dove migliaia di studenti e cittadini erano scesi in piazza per protestare contro il regime? Anche in quel caso, la rivolta fu stroncata con la forza e non è mai stato chiarito il numero delle vittime.
Potremmo elencare tanti altri fatti simili avvenuti nel mondo – il Sessantotto e il Maggio francese dove lo mettiamo? – ma quel che vogliamo sottolineare è che la partecipazione attiva degli studenti non è mai mancata nei momenti più o meno importanti della storia.
Anche adesso, qui in Italia e in tanti altri Paesi europei, gli studenti liceali (e non solo) sono in prima linea per il clima, per proteggere il nostro pianeta dagli attacchi sconsiderati dell’uomo.
In occasione della Giornata internazionale degli studenti e delle studentesse, direfareinsegnare.education ci invita a riflettere sul ruolo della partecipazione giovanile nella crisi climatica che stiamo vivendo. La scuola, infatti, è il luogo privilegiato in cui i più giovani imparano a conoscere e comprendere il mondo, e – perché no – se è il caso, a provare a cambiarlo.
Attivarsi sui temi ambientali a scuola significa trasformare la conoscenza in responsabilità e l’educazione in esercizio concreto della democrazia, una volta compreso che la crisi climatica non è solo un problema scientifico, ma una questione di giustizia e di diritti umani.
Non bastano, dunque, le competenze tecniche legate alle scienze ambientali o alle tecnologie: servono competenze trasversali e sociali, come la capacità di collaborare, di leggere la complessità, di partecipare a processi decisionali, di prendersi cura dei beni comuni.
Le giovani generazioni – conclude direfareinsegnare.education – stanno già mostrando queste capacità, dentro e fuori le aule. Compito della scuola è valorizzarle, sostenerle e metterle in rete, affinché la conoscenza diventi partecipazione e la partecipazione diventi cambiamento.
Perché, aggiungiamo noi, come cantava Giorgio Gaber già all’inizio degli anni Settanta, non può esserci libertà senza partecipazione.