Home Archivio storico 1998-2013 Precari A Mantova esclusi dal posto perché hanno fatto ricorso

A Mantova esclusi dal posto perché hanno fatto ricorso

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Arrivati all’ufficio scolastico di Mantova per avere la nomina, si sono visti invece sfoderare sotto il naso una circolare dell’Usr della Lombardia, a firma Giuseppe Colsio, nella quale si dice di non assumere i precari che hanno fatto ricorso contro l’abuso del lavoro precario e siccome hanno vinto la causa, ottenendo il riconoscimento economico del danno subito (sentenza del Tribunale del Lavoro di Mantova n. 258/2011), non possono essere assunti in ruolo, come prevede la direttiva europea, ma vengono addirittura esclusi dalle nomine sui posti liberi (Circolare dell’USP di Mantova n. 8499 del 5 settembre 2012, si noti la data).
Le pronte proteste dei docenti hanno costretto a sospendere le operazioni di nomine, mentre viene diramata il comunicato del precari: “Con questo atto intimidatorio vengono lasciati senza lavoro 150 precari, abilitati ed inseriti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, che hanno prestato servizio nella scuola pubblica per anni, svolgendo il proprio lavoro con professionalità e passione, nonostante la difficoltà di vivere in una costante situazione di incertezza”.
La preoccupazione tuttavia è che, dopo il procedente di Mantova, la procedura si possa allargare nei confronti di chi ha seguito lo stesso iter giudiziario.
Lo temono già a Ravenna. “Anche nella nostra provincia – protestano al Coordinamento precari – alcune centinaia di precari hanno fatto ricorso al giudice ordinario e sono in attesa della sentenza. Spetterà anche a noi lo stesso trattamento in futuro? E’ questa la prossima strategia adottata per risolvere il problema dei lavoratori precari della scuola e ed esaurire le graduatorie?”.
Intanto i ricorrenti si sono recati in Tribunale con il loro avvocato e ricevuti dal Procuratore hanno ottenuto un appuntamento per dirimere la questione. 
Uguale passo è stato fatto nei confronti del Miur che però, contattato, ha dichiarato di non essere a conoscenza del provvedimento della Lombardia.

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