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A settembre tutti in classe i 4 milioni di alunni infanzia e primaria, De Cristofaro: non possono proseguire a distanza

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Si fa largo tra le più alte cariche dell’istruzione nazionale l’idea che a settembre gli alunni fino a 11 anni non potranno essere divisi e svolgere lezioni metà classe a scuola e metà a casa, come prospettato sabato scorso dalla ministra dell’Istruzione. La stessa Lucia Azzolina, già il giorno dopo, ha però specificato che l’ipotesi riguarderebbe solo gli studenti più grandi. A ribadire che questo è l’orientamento del ministero dell’Istruzione e del Governo è stato, lunedì 4 maggio, anche il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro.

Problema complesso, ma da risolvere

Il rappresentante di LeU ha scritto su facebook che gli alunni dell’infanzia e della primaria non possono essere divisi. Stiamo parlando, considerando anche gli istituti delle paritarie, di 4 milioni di alunni.

Ad Agorà, De Cristofaro ha detto: c’è “l’assoluto impegno mio e di tutto il Ministero – ha scritto il sottosegretario – per la riapertura delle scuole a settembre in classe soprattutto a partire dalle fasce dei più piccoli. Scuola dell’infanzia e primaria non possono più proseguire a distanza. Non sottovaluto l’estrema complessità del problema della riapertura in sicurezza. Però bisogna trovare le soluzioni, perché il rischio che l’abbandono, la dispersione e la povertà educativa aumentino esponenzialmente è dietro l’angolo. Ma riaprire le scuole non basta”.

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Più risorse, aule e docenti

Secondo De Cristofaro occorre “recuperare il debito che, in questi mesi, la scuola italiana ha contratto nei confronti dei suoi studenti, quindi innanzitutto recuperare tutti quelli che si sono “persi per strada” e sono tanti, non solo per difficoltà di devices o di connessione, ma anche per fragilità emotiva o psicologica o per mancanza di stimoli e motivazione”.

“Se vogliamo tornare ad essere la scuola dell’inclusività che apprezzo e che conosco dobbiamo fare un vero e proprio salto di qualità e quantità: più investimenti, più risorse, più scuole e aule attrezzate, più docenti, più personale. Un solo meno…meno studenti per classe”, ha concluso De Cristofaro.

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