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Adesso…ti racconto una storia

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Venti anni fa (1995) svolgevo un ruolo di una certa importanza presso l’USR (allora Sovrintendenza Scolastica Regionale) di una Isola del Tirreno.

Era un periodo in cui i laureati in alcune discipline trovavano una supplenza o un incarico nelle scuole con relativa facilità. Casualmente una mia amica, docente universitaria, mi confidò che una sua brava allieva, laureatasi con buona votazione, era ancora disoccupata.

Mi meravigliai, dato che mi risultava che altre persone laureatesi in quella disciplina avevano ricevuto incarichi nelle scuole della provincia. Perciò la invitai a farmi telefonare per capire meglio la situazione. Da lì a qualche giorno ricevetti la telefonata da parte dell’interessata e le posi delle domande.

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L’interlocutrice mi rispose piccata che aveva telefonato per avere delle informazioni e non per darle. Il tono non consentiva una ulteriore replica e tutto finì lì. Tempo dopo venni a sapere che l’interlocutrice aveva giàricevuto una proposta di nomina presso un corso serale per lavoratori in una sede lontana dal capoluogo. Per raggiungere la sede avrebbe dovuto viaggiare di notte con mezzo proprio che non possedeva e non poteva risiedere sul posto di lavoro perché doveva accudire, da sola, alla madre inferma: aveva rinunciato alla nomina precludendosi per quell’anno altre possibilità.
Questo ricordo mi è riaffiorato leggendo e sentendo i timori di coloro che per ottenere un incarico a tempo indeterminato nella scuola paventano di essere destinati a sedi lontane.

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