Una visita alla moschea finisce al centro di un acceso dibattito politico e scolastico. Ad Ancona, gli alunni di una scuola primaria hanno visitato la moschea della Fratellanza. La decisione del dirigente scolastico ha fatto discutere, ma il preside è intervenuto per spiegare le proprie ragioni.
Dopo aver chiarito con l’Ufficio Scolastico Regionale, il dirigente ha difeso con fermezza la scelta, spiegando che la visita rientra nell’autonomia scolastica e nell’offerta formativa elaborata dagli insegnanti: nessuna norma violata, famiglie tutte informate e nessuna intenzione di fare proselitismo. “È un’esperienza interculturale”, ha sottolineato, ricordando anche che nell’istituto oltre il 30% degli iscritti è di religione islamica. Non si tratterebbe peraltro di una novità: iniziative simili esistevano già prima del suo arrivo, avvenuto nel settembre 2024.
Il dirigente ha aggiunto che anche il contrario è prassi consolidata: durante le gite scolastiche, gli studenti stranieri visitano regolarmente le chiese. A sollevare polemiche erano state due esponenti della Lega, che aveva parlato di “iniziative ideologiche imposte agli studenti” e sollevato dubbi sulla legittimità delle visite in assenza di un’intesa formale tra lo Stato e le comunità musulmane. Il preside ha risposto invitando le due esponenti, parlando di una scuola “libera e laica” e ha aggiunto: “Non posso pensare che si sia utilizzata la scuola per fare propaganda politica pertanto invito le due esponenti a venirci a trovare e a conoscere meglio la nostra attività”.