Prima ora | Notizie scuola del 25 maggio 2026

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Maturità 2026, “Non siamo macchine”: sei studenti su dieci dormono meno del necessario a maggio per “colpa” dei docenti

Un’immagine ha fatto il giro dei social nelle ultime ore: un gruppo di studenti delle superiori addormentati sui materassini della palestra durante l’ora di educazione fisica. Non si tratta di pigrizia o di maleducazione, ma di stanchezza pura, quella accumulata dopo notti passate a studiare per affrontare la corsa alle verifiche di fine anno. Un’immagine simbolica, che un sondaggio condotto da Skuola.net trasforma in dato: oltre sei studenti su dieci, a maggio, rinuncia al sonno per tenere il passo con il programma scolastico.

La stanchezza cronica, un “compagno di banco” invisibile

I numeri del sondaggio – oltre 2.000 studenti coinvolti- restituiscono un quadro che va ben oltre l’aneddoto. Circa il 20% dei ragazzi dichiara di vivere questa condizione di stress notturno principalmente nell’ultimo mese dell’anno scolastico, quando i professori si affrettano a recuperare i voti mancanti prima degli scrutini. Ma il dato più allarmante riguarda la fetta più larga degli intervistati: per più del 40%, rinunciare alle ore di sonno è un’abitudine che si protrae per buona parte dell’intero anno scolastico. Non un’emergenza stagionale, dunque, ma una condizione strutturale che accompagna silenziosamente la vita di milioni di studenti italiani, spesso senza che nessuno se ne accorga davvero.

“I prof si ricordano dei voti tutti insieme a maggio”

Il tema ha infiammato il dibattito sui social, in particolare sotto il post pubblicato da Skuola.net su Instagram, dove la comunità studentesca si è ritrovata a condividere uno sfogo collettivo. Al centro delle critiche c’è la scarsa organizzazione dei docenti nel momento più delicato dell’anno. “I professori si ricordano tutti insieme a maggio di non avere abbastanza voti per chiudere il quadrimestre”, ha scritto un utente, sintetizzando il pensiero di molti. Non è una critica nuova. Un anno fa il Ministro Giuseppe Valditara aveva inviato una circolare ai docenti invitandoli a pianificare in modo collegiale compiti e verifiche, per evitare sovraccarichi. Eppure, stando alle testimonianze degli studenti, la situazione non sembra cambiata: agende insostenibili, due o tre verifiche nello stesso giorno, interrogazioni a sorpresa e carichi di lavoro a casa che non tengono conto del tempo reale a disposizione dei ragazzi.

Salute mentale e ansia da prestazione

Dietro la foto dei ragazzi addormentati in palestra si nasconde una questione più profonda, che riguarda il benessere psicofisico di una generazione. “Siamo studenti, non macchine. Dormire quattro o cinque ore a notte per non prendere un debito non è normale”, ha scritto una studentessa, accendendo i riflettori su un tema sempre più urgente. Se la scuola ha il compito di formare cittadini sani e preparati, trasformare lo studio in una maratona di resistenza notturna rischia di svuotare di senso l’apprendimento stesso, riducendolo a una corsa alla sopravvivenza in vista degli scrutini. Un paradosso che merita attenzione.

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