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Aggiornato il 16.01.2026
alle 17:20

Aggressione a scuola: studente 19enne accoltellato da un compagno, è gravissimo

Redazione

Uno studente di un istituto ligure è stato accoltellato oggi, 16 gennaio, all’interno della scuola da un compagno di scuola. Il giovane, 19 anni, è gravissimo: subito accompagnato all’ospedale, è stato portato d’urgenza in sala operatoria. La prognosi resta riservata. Lo riporta Il Corriere della Sera.

Stando alle prime ricostruzioni l’aggressione è avvenuta in orario scolastico. Lo studente è stato colpito da un altro ragazzo, che lo ha ferito al torace e alla milza. Oltre all’ambulanza e all’automedica inviate sul posto dal 118 al liceo sono arrivate le auto di polizia e carabinieri. Non è ancora chiaro cosa sia esattamente accaduto né i motivi dell’aggressione, ma stando alle prime informazioni l’accoltellamento sarebbe avvenuto in aula. Le indagini sono state affidate alla polizia. L’aggressore, un diciannovenne, sarebbe stato bloccato. Avrebbe portato con sé l’arma da casa.

I due, di origine nordafricana, sembra litigassero da giorni. Lo riporta La Nazione. Non si sa il motivo del contendere, anche se si sospetta fosse per una ragazza. Sembra che un insegnante, intervenuto in quegli attimi di follia, abbia disarmato l’aggressore. 

Operazione chirurgica riuscita

Nel pomeriggio i medici, come riporta La Repubblica, hanno comunicato che l’operazione chirurgica è riuscita. Lo hanno annunciato gli stessi medici ai familiari e alla cinquantina di compagni di scuola che sono assiepati dal primo pomeriggio al di fuori del padiglione cinque dell’ospedale dove il giovane è ricoverato in prognosi riservata.

Le parole di Valditara

Il ministro Valditara ha espresso la sua vicinanza allo studente ferito e alla famiglia. “Quanto accaduto è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza”, così in una nota, come riporta Il Corriere della Sera.

Le reazioni

Sull’episodio è intervenuto il Partito Democratico ligure con una nota in cui esprime “i nostri sentimenti di vicinanza allo studente ferito. Apprendiamo sconvolti con dolore e rammarico questa notizia. Di fronte a certi episodi bisogna sempre interrogarsi e capire cosa serve mettere in campo perché non si ripetano”. “Non si possono lasciare sole le famiglie e neppure la scuola”, dicono Davide Natale segretario Pd Liguria, e Marco Baruzzo, segretario provinciale spezzino. “Serve ripensare la società e ognuno impegnarsi perché ciò possa avvenire in tempi brevi. Non ci sono scorciatoie, ma duro impegno lontano dai clamori.

La comunità del Partito Democratico è a disposizione per tutto ciò che sarà necessario fare. Ribadiamo la nostra solidarietà al ragazzo ferito, alla sua famiglia e alla comunità scolastica”.

Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, contattato dall’Agi, manda al ragazzo e alla sua famiglia “tutta la mia solidarietà. Condanno con fermezza quanto accaduto, che rappresenta un dolore enorme per tutta la nostra comunità. Ci impegniamo quotidianamente a fornire modelli positivi, ora spero solo con tutto il cuore che il ragazzo ferito si salvi”.

CNDDU: “Non è un fatto isolato”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in un comunicato, ritiene doveroso ribadire con forza che l’episodio di violenza non rappresenta un fatto isolato, bensì l’ennesima manifestazione di un fenomeno più ampio e ormai difficilmente contestabile: l’aumento della violenza giovanile, in particolare in ambito scolastico, come si può facilmente verificare osservando con continuità le cronache nazionali degli ultimi mesi e anni.

“Siamo di fronte a un disagio profondo che attraversa una parte del mondo giovanile e che trova nell’ambiente scolastico un punto di emersione, spesso drammatico, perché è proprio lì che si concentrano tensioni emotive, fragilità identitarie e conflitti relazionali non elaborati”, scrivono.

Il CNDDU sottolinea come la violenza non nasca improvvisamente, ma sia quasi sempre preceduta da segnali chiari: litigi reiterati, isolamento, escalation verbale, incapacità di gestire la frustrazione e l’insuccesso. Ignorare questi segnali o affrontarli solo in chiave disciplinare significa rinviare il problema, lasciandolo crescere fino a esiti irreversibili. È dunque evidente l’urgenza di un cambio di paradigma: dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale.

Il CNDDU si rivolge un appello diretto e responsabile al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché vengano promosse con urgenza azioni concrete e sistemiche per arginare il fenomeno della violenza giovanile nelle scuole. È necessario un piano nazionale che rafforzi l’educazione ai diritti civili, alla legalità sostanziale, alla gestione non violenta dei conflitti e all’educazione emotiva e affettiva, rendendole componenti centrali e non accessorie del curricolo scolastico.

“Occorrono investimenti stabili in figure di supporto psicologico, in mediatori educativi e culturali, in percorsi di formazione continua per i docenti, affinché la scuola sia messa nelle condizioni di intercettare il disagio prima che esso si trasformi in violenza. Allo stesso tempo, è fondamentale sostenere il dialogo scuola–famiglia–territorio, costruendo alleanze educative capaci di restituire ai giovani punti di riferimento autorevoli e credibili. La violenza tra i banchi non è solo un problema di ordine pubblico, ma una questione di diritti umani, di tutela della dignità della persona e di salvaguardia del futuro democratico del Paese. Ogni studente che entra a scuola deve poterlo fare con la certezza di essere al sicuro, ascoltato e riconosciuto. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che agire subito non è più un’opzione, ma una responsabilità istituzionale e morale non procrastinabile”, concludono.

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