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Al Festival dei Due Mondi di Spoleto, VI Giornata Nazionale del Mondo che non c’è

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Il 9 e 10 luglio i docenti della Rete delle scuole ristrette, come ogni anno, si ritroveranno insieme per fare il punto della situazione su istruzione e cultura nell’ambito delle carceri italiane, e lo faranno all’interno del  64° Festival dei Due Mondi di Spoleto, nella VI GIORNATA NAZIONALE DEL MONDO CHE NON C’E’, che si svolgerà a Spoleto nel Cinema Sala Frau- Vicolo S. Filippo 1.

L’ultimo appuntamento in presenza della Rete delle scuole ristrette prima del dilagare della pandemia, si è svolto a Matera, nel novembre 2019, nella rassegna “Con lo sguardo di dentro: Matera 2019 capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della società“. Nel Teatro Guerrieri della città si sono allestite mostre, svolte rappresentazioni teatrali, presentati i lavori della rete delle scuole ristrette, fatti bilanci e declinate prospettive, alla presenza degli attori principali dell’esecuzione penale: i detenuti che, con i docenti della rete delle scuole ristrette, si sono rapportati alla cittadinanza che li ha accolti, li ha ascoltati, li ha seguiti ed applauditi, in tre giorni di seminari e di spettacoli, nell’anno in cui Matera è stata una brillante capitale europea della cultura.

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Per segnare una continuità, dall’allora al qui, pur nel solco scavato dal COVID-19 nelle vite di ognuno/a e ritessere, insieme, quel filo dell’ordito che a tratti sembra essersi interrotto, vogliamo ricominciare ripresentando alcuni spettacoli e lavori esposti in quegli incontri, cui se ne aggiungono di nuovi, ragionando insieme su cosa sia accaduto in carcere in quest’anno e mezzo che ci separa da quell’incontro.

Crediamo che questo tempo abbia segnato un passaggio, determinato un “punto di caduta” oltre il quale occorre costruire nuove ed efficaci modalità di interazione e crediamo che lo si debba fare ripartendo da quei diciotto tavoli degli Stati generali dell’esecuzione penale del 2016, coordinati dal Professor Glauco Giostra. Quanto ciò sia necessario è tragicamente testimoniato dagli ultimi fatti di cronaca di Santa Maria Capua Vetere, ma la nostra proposta (proprio perché la Rete delle scuole ristrette è un vero Osservatorio  nazionale sullo stato dell’esecuzione penale) è venuta prima dei richiami che provengono oggi anche dall’Unione Camere Penali Italiane di ritornare a riflettere, attraverso un Tavolo di discussione, su “Gli Stati Generali dell’esecuzione penale e la nuova cultura della pena” per valutare cosa rimane, a cinque anni dalla conclusione di quei lavori e dopo lo “tsunami” della pandemia, di quel disegno “complessivamente ambizioso e profondamento innovativo” con il quale si segnava il passaggio da una cultura della pena come puro “controllo” a quella della “conoscenza”, per dare nuovo senso e assetto alla realtà dell’esecuzione penale.

Nella giornata seminariale si parlerà anche di teatro, cultura e lavoro nell’esecuzione penale e saranno presentati: “Sempre in Quell’aura Sanza tempo tinta”, spettacolo teatrale di Giorgio Flamini e della Compagnia #SineNOmine, con gli attori della Casa di reclusione di Maiano, dell’esperienza della Rete delle scuole ristrette nel progetto Adotta uno scrittore in carcere del Salone Internazionale del Libro di Torino alla luce dei 19 istituti penitenziari coinvolti e saranno definite le Linee di indirizzo per l’anno scolastico 2021-2022  con la presentazione degli Interventi finalizzati al “reinserimento” degli studenti ristretti anche dopo il fine pena: Biblioteche innovative in carcere per operatori bibliotecari “dentro & fuori”; Cibo, cultura e biodiversità; Arti e Mestieri: dalla bottega all’impresa e ritorno.

Anna Grazia Stammati (Presidente CESP)

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