Addio a Mario Palumbo: è morto ieri, 13 febbraio, a 68 anni, uno degli editori del settore scolastico e universitario più importanti d’Italia. Palumbo era figura centrale della storica casa editrice palermitana G.B. Palumbo, fondata da suo padre, Giovan Battista, nel lontano 1939.
Mario ha preso in gestione l’azienda quando aveva appena vent’anni, alla morte del padre, insieme al fratello Giorgio. Da allora, la casa editrice è cresciuta e si è occupata, per decenni, di testi scolastici tradizionali fino a iniziative multimediali, contenuti digitali, piattaforme integrate e progetti audiovisivi, documentari.
Hanno riscosso un grande successo di pubblico, di recente, i primi tre incontri di “SCELTE”, il nuovo ciclo di dialoghi online promosso dalla Casa Editrice Palumbo e curato da Salvatore Cusimano, in onda dallo scorso 24 ottobre sul sito e sul canale YouTube dell’editore.
Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, un ricordo di un amico di Palumbo, Giorgio Cavadi, dirigente scolastico e collaboratore della Tecnica della Scuola.
Mario Palumbo, una persona garbata e gentile, un imprenditore colto e illuminato come pochi, sempre attento e curioso e mai sopra le righe. La sua grande riservatezza è parte di uno stile ormai sempre più raro. Aggiungo un paio di cose fra le molte e tutte belle che ho letto in queste ore. Intanto la Sicilia perde un rappresentante di imprenditoria sana, indipendente dai maneggi della bassa politica e solidamente presente nel panorama culturale italiano.
Con il fratello Giorgio, da giovanissimo, si è fatto carico di governare la casa editrice nelle non sempre quiete acque dell’ editoria scolastica italiana. Dotato di una grande visione culturale, ha voluto e seguito la transizione digitale verso una divulgazione e una formazione di qualità utilizzando il cinema e, fra i primi, la Rete, quando non era semplice e scontato uscire dalla confort zone del cartaceo. Anima della redazione, seguiva con affettuosa e competente puntualità gli autori nel complesso lavoro di scrittura di un manuale scolastico. Il libro per lui non è mai stato un prodotto, ma un processo di incubazione di idee da seguire e nutrire di valori politici e significati pedagogici. Mancherà ai suoi cari, a tutti quelli che hanno goduto della sua amicizia e mancherà alla scuola italiana.
Alla famiglia e al fratello Giorgio porgiamo, da parte delle editrici Daniela e Gabriella Girgenti, e da parte di tutta la redazione della Tecnica della Scuola, le nostre più vive condoglianze.