In questi giorni infiamma il dibattito in merito al referendum della Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. Di recente hanno fatto discutere le parole del magistrato e procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a favore del “no”, che a Il Corriere della Calabria ha pronunciato la seguente frase: “Voteranno per il ‘sì’, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Voteranno per il ‘no’ le persone perbene che credono nella legalità come valore per il cambiamento”.
Inutile dire che il fronte del “sì”, a cui appartiene anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si è fortemente risentito. Il leader leghista Matteo Salvini ha addirittura scritto di voler denunciare Gratteri.
Mentre il procuratore, in una intervista a Il Corriere della Sera di oggi, 14 febbraio, rivendica le sue parole e dice di “non lasciarsi intimorire”, il ministro Valditara, sempre oggi, ha replicato alle sue parole ai microfoni de Il Giornale: “Gratteri si è reso protagonista di un colossale, involontario spot a favore del Sì. Sul punto non c’è altro da aggiungere”.
Già ieri, sul suo profilo Facebook, Valditara aveva scritto: “Il comunicato sottoscritto da 51 magistrati di vari Tribunali e Procure che contestano le affermazioni di Gratteri, e che rivendicano con orgoglio la scelta di votare ‘Sì’ al Referendum, segna l’inizio di una svolta importante. La riforma della Costituzione in materia di giustizia è necessaria per restituire autorevolezza, prestigio e merito a una magistratura indebolita dall’asfissiante oppressione del sistema delle correnti. Si è avviato un percorso di liberazione nell’interesse dei magistrati e dei cittadini tutti, che hanno diritto a una giustizia che sia sempre imparziale, trasparente ed efficiente”.
Ecco cosa ha aggiunto il capo del dicastero di Viale Trastevere in merito al referendum: “È un carosello di fake news. E questo mi amareggia e mi preoccupa perché così si confondono i cittadini. Si intossica l’opinione pubblica con argomenti suggestivi ma che non hanno nulla a che fare con la realtà. Tutto questo è sconfortante”.
“La riforma è perfettamente allineata con la riforma Vassalli del codice di procedura penale. Una riforma liberale, equilibrata, al servizio del cittadino e della giustizia. Tutte le parti potranno far valere fino le proprie ragioni, nel duello fra accusa e difesa. Il Sì al referendum è una grande occasione per voltare pagina e per garantire una giustizia efficiente, trasparente e realmente indipendente”.