Come rivelato da Danco Singer, editore multimediale, durante un’intervista rilasciata a Rai Storia, il Festival della Comunicazione di Camogli nasce nel 2013 al tavolino di un bar al quale era seduto con lui Umberto Eco, che sposò subito l’idea di creare nella cittadina marinara ligure un evento dedicato alla comunicazione che costituisse – come si legge sul sito dedicato – un’iniziativa culturale di alto livello, improntata all’approfondimento dei grandi temi legati a tutti gli aspetti della comunicazione. In che modo? Semplicemente mettendo a contatto e facendo dialogare esperti di diversi ambiti (economia, letteratura, scienza, spettacolo..) di diverse generazioni e con diverse prospettive e inclinazioni.
Dall’11 al 14 settembre, si terrà dunque, a Camogli, la XII edizione del Festival della Comunicazione, il cui tema è quest’anno “Ispirazione”. Parteciperanno scrittori, storici, economisti, giornalisti, politici e tanti altri intellettuali: giusto per fare qualche esempio, l’apertura del Festival, giovedì 11 alle 17, è affidata al professore Alessandro Barbero che terra una lezione di storia: dai protagonisti della grande scuola degli Annales, Marc Bloch e Lucien Febvre, troviamo l’ispirazione per analizzare i fatti storici in modo più completo e innovativo. Interverranno anche giornalisti del calibro di Cazzullo, De Bortoli, Grasso, Severgnini, Mieli e Mentana, scrittori come De Carlo, Auci e Carofiglio e tantissimi altri protagonisti della cultura contemporanea.
Ma quello che ci preme sottolineare è che anche la Scuola avrà uno spazio di tutto rispetto al Festival della Comunicazione. Già a partire dall’intervento di Massimo Recalcati che il 12 settembre svilupperà il tema “Cosa significa insegnare”. Nel brevissimo abstract che accompagna la presentazione del suo discorso si sottolinea che “ogni maestro è una luce e un’onda nello stesso tempo: è una luce perché allarga l’orizzonte del nostro mondo sospingendoci verso la necessaria soggettivazione del sapere; è un’onda poiché incarna l’impatto dell’allievo con qualcosa che resiste”.
Assieme a Recalcati, anche Crepet che, prendendo spunto dal suo ultimo saggio “Il coraggio di pensare”, riflette a voce alte su quell’esercizio faticoso, complesso ma necessario alla sopravvivenza, che è l’educarsi ogni giorno a scegliere, a essere se stessi, a preferire l’autentico al confezionato, a diventare liberi.
Di sicuro interesse anche l’intervento di Giorgio Manzi, paleoantropologo di fama internazionale, e Ivano Dionigi, ex rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, latinista e presidente della Pontifica Accademia della Latinità. I due studiosi discuteranno della scuola come “avamposto civile del Paese”. Rifletteranno su un modello di scuola verso cui incamminarsi e procedere: la scuola dell’interrogare, dell’intelligere, dell’invenire, la scuola della relazione insegnanti-alunni, perché la scuola a farla sono i maestri, non i ministri.
Ci sarà naturalmente spazio per l’ineludibile Intelligenza Artificiale e per l’interessante intervento di Laura Fumagalli e Barbara Urdanch, “Ciascuno cresce solo se sognato, ma ciascuno non cresce se segnato” in cui si parlerà di inclusione: non basta “integrare” i bambini e le bambine nei contesti educativi, sociali e culturali. Occorre credere profondamente nel loro diritto a essere immaginati nella pienezza delle loro possibilità, e non definiti dai limiti che altri e altre vedono in loro.