Home Archivio storico 1998-2013 Generico Al via i test di italiano per garantire il lungo soggiorno degli...

Al via i test di italiano per garantire il lungo soggiorno degli stranieri

CONDIVIDI
  • Credion
Prendono il via i discussi test di verifica della conoscenza della lingua italiana rivolti ai cittadini non comunitari che intendono ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo, da domani a Firenze e ad Asti cominceranno a svolgersi le prime verifiche. Le prove, introdotte dall’articolo 9 del Testo unico e del Decreto del 4 giugno scorso tra ministero degli Interni e Miur, verranno svolte da cittadini non italiani con almeno cinque anni di un permesso di soggiorno,un reddito minimo, alloggio e vari altri requisiti. Solo coloro che supereranno i test potranno chiedere il soggiorno lungo al questore, per sé e per i propri familiari.
Dal 17 gennaio saranno 6.764 gli stranieri ad affrontare l’esame di lingua: 1.997 provenienti da privati e 4.767 di associazioni, patronati, sindacati, Comuni e consulenti del lavoro: tutti coloro che a partire dal 9 dicembre hanno fatto domanda al ministero dell’Interno – attraverso il sito http://testitaliano.interno.it .
I primi a svolgere le prove saranno gli immigrati di Asti e a Firenze. La Prefettura toscana ha comunicato che saranno 170 gli stranieri che cercheranno di aggiudicarsi per primiil nuovo requisito. I test si svolgeranno il 17, 19, 25, 27, 28 e 31 gennaio alla scuola media ‘Arnolfo di Cambio-Beato Angelico’ di Firenze e il 18 gennaio alla scuola ‘Giovanni della Casa’ di Borgo San Lorenzo. Sono previste “prove di ascolto, di lettura e di scrittura e si considerano superate se il candidato – spiega la Prefettura – ottiene un risultato positivo complessivo dell’80%. Se non dovesse riuscirci, può fare subito domanda per sostenere un nuovo esame”. Durante la prova di ascolto verrà fatta sentire una registrazione (ad esempio il dialogo tra due persone) e lo straniero sarà chiamato a rispondere (con le tre modalità scelta multipla, abbinamento, vero/falso) a una serie di domande che attestano il suo livello di comprensione. La medesima procedura si adotterà per la prova di lettura e comprensione di un brano, mentre nell’ultimo esame il candidato dovrà scrivere un breve testo, come una cartolina per gli amici nella quale racconta dove si trova e cosa sta facendo, oppure rispondere ad un’email o compilare un modulo. “L’obiettivo – spiegano sempre dalla prefettura di Firenze – è attestare una conoscenza base della lingua, definita di livello A2 secondo gli standard europei, tale da permettere allo straniero di destreggiarsi nell’ambiente che lo circonda e nel mondo scolastico e lavorativo, comprendendo e scrivendo espressioni e parole di uso frequente”.
I successivi test si svolgeranno ad Avellino e a Firenze (il 24 gennaio), a Forlì-Cesena (il 25 gennaio), ad Aosta, Lucca e Pisa (il 27 gennaio). L’esame consiste in tre prove: ascolto (della durata di circa 25 minuti) lettura e comprensione (altri 25 minuti) e produzione (circa 10 minuti). Finora, il maggior numero di domande sono pervenute dalla provincia di Milano (844); seguono Brescia (309), Roma (263). I candidati più numerosi sono albanesi (961 domande inviate); seguono marocchini (931), ucraini (815), moldavi (491), ecuadoriani (307), filippini (291) e peruviani (268). Intanto, sta procedendo il lavoro delle Prefetture, insieme agli istituti scolastici regionali, per individuare le sedi in cui si svolgeranno i test.
Molte le critiche verso l’iniziativa: se per le Acli “potrebbe portare ad un ritardo nelle regolarizzazioni”, secondo la Flc-Cgil “l’acquisizione di un livello (basso) di conoscenza dell’italiano nonché il cosiddetto ‘orientamento civico’ non sono orientati a promuovere davvero inclusione, bensì a controllare, testandolo, il grado di propensione del singolo immigrato ad un processo solamente assimilatorio”.
Il risultato del test, che sarà consultabile dall’interessato online all’indirizzo http://testitaliano.interno.it/, sarà inserito nel sistema informatico dalla Prefettura che ha organizzato gli esami in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale. Tutta la procedura, infatti, è telematica, fin dal primo step (l’inoltro delle domande alla Prefettura) come previsto dal decreto del ministro dell’Interno del 4 giugno 2010 che ha stabilito le modalità di svolgimento.