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Alfieri del Lavoro, Mattarella premia i 25 neodiplomati più bravi. Una di loro: “La meta non sono mai state le verifiche”

Redazione

Domani, venerdì 24 ottobre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella premierà i nuovi Alfieri del Lavoro, i 25 neodiplomati più bravi d’Italia.

Alfieri del Lavoro, ecco chi sono

Foltissimo il gruppo di coloro che stanno già studiando per indossare il camice bianco. Serena Affaitati si è diplomata al liceo internazionale di Francoforte sul Meno in Germania. E sta affrontando il semestre filtro della facoltà di Medicina e chirurgia all’università di Padova. Stessa scelta per la padovana Giada Baratto e per Giorgio Basilotta, nato in provincia di Catania. “Forse non ho ancora realizzato pienamente ciò che sta per accadermi. Non avrei mai immaginato”, ammette, “di poter vivere un momento simile: trovarmi al cospetto del presidente della Repubblica, nel palazzo del Quirinale”. E ancora, facoltà di medicina per Alice BordetAlisia Gabriela Di PanfiloGaia RuggieroVittorio Antonio Trobia Hoara Vaira che ai giovanissimi in ingresso alla scuola superiore consiglia “di non avere paura di sbagliare: il liceo o l’istituto tecnico”, spiega, “non sono soltanto un percorso verso un voto o un diploma, sono una palestra di crescita”. E lei che pratica arti marziali lo ha sperimentato direttamente.

C’è poi la cagliaritana Martina Sechi, che studierà Neuroscienze all’università di Bristol, nel Regno Unito, e nel tempo libero si dedica al volontariato. E la toscana Maria Teresa Leone che anch’essa proseguirà gli studi all’estero: psicologia all’università di Amsterdam. Ambito scientifico anche per Alessandro Altieri, scout nel tempo libero, che studierà Biologia alla Federico II di Napoli. E per Giorgio Giglio, appassionato di Storia. Ma che si è iscritto alla facoltà di Fisica alla Sapienza di Roma.

Tra i 25 Alfieri del lavoro c’è anche spazio per gli studi classici. Guerrino Davide Cassella studierà Lettere antiche alla Scuola Normale superiore di Pisa. Mentre Valentino Lai ha deciso di approfondire lo studio delle lingue straniere. Andrea Manica è uno dei pochi Alfieri col diploma tecnico. Con i compagni di scuola ha contribuito alla costruzione di un dispositivo che monitora la temperatura, l’umidità e l’altezza della neve al Polo Nord. Semplice esercitazione scolastica? Nient’affatto. L’apparecchio è stato installato nella base artica del Cnr alle Isole Svalbard. E i dati vengono consultati in tempo reale dai docenti e dagli studenti della scuola. Proseguirà gli studi in Informatica.

In quattro studiano per diventare ingegneri: Lorenzo BenericettiStella FerlaLuisa Iorio Tiziano Pilz. E li supporterà Alessandro Bellusci di Torino che si dedicherà alla matematica per l’ingegneria. “Sono molto curioso di scoprire”, dice Alessandro, “quali parole sceglierà di rivolgerci il presidente in questi tempi così difficili”. Sogna di dedicarsi alla ricerca e “magari un giorno di poter tornare a vivere nella terra della mia famiglia: la Calabria”.

Aspirano alla toga Alfredo Marco CaccamoEmma Gasser Filippo Nicotra, che definisce “surreale” la giornata al Quirinale. “Trovate qualcosa che vi appassioni e che dia senso al vostro percorso scolastico” è il suo consiglio. E si dedicheranno allo dell’economia Lucrezia Luciana Teti Sofia Soldavini, di Gallarate (Va), che nel tempo libero ama viaggiare e stare con gli amici. “È meglio”, racconta, “vivere gli anni delle scuole superiori con curiosità e voglia di mettersi in gioco, senza farsi spaventare dalle difficoltà. A volte le soddisfazioni arrivano dopo tanta fatica, ma ne vale sempre la pena”.

Alfiera del lavoro, media del 10 e sogno di studiare neuroscienze

Una di loro, Martina Sechi, è stata intervistata da La Repubblica. La ragazza, che vuole studiare neuroscienze, è uscita col massimo dei voti da un liceo scientifico di Oristano, con la media del dieci. Ecco le sue parole: “Sono consapevole della dedizione che ho messo nello studio. Ho avuto momenti di sconforto ma oggi posso dire che sono fiera di non aver mai mollato. E questa nomina mi spinge ora a impegnarmi anche all’Università”.

“Sui libri ho passato il tempo necessario: più che tanto ho studiato bene. Ero però spinta dal desiderio di ampliare il mio bagaglio culturale. La meta non sono mai state le verifiche ma la possibilità di confrontarmi con altri, di condividere idee, di difendere le mie”, ha spiegato.

Ecco qual è stato il rapporto con i genitori: “In realtà sono stata io la più severa con me stessa. I miei genitori mi hanno sempre supportato senza chiedermi nulla. È stato un continuo confronto allo specchio con le mie aspettative”.

Il consiglio che fornisce ai giovani è semplice: “Di prendere la scuola sul serio. E di non credere a chi dice che la preparazione non conta nulla. Capita di sentirsi stanchi, incerti, senza futuro, ma l’impegno prima o poi ripaga».

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