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Alternanza Scuola Lavoro, Carta dei diritti: il trasporto dei disabili si paga con i fondi della Buona scuola

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Gli studenti che frequentano già stage, tirocini e didattica di laboratorio non beneficeranno della Carta dei diritti e doveri dell’alternanza scuola lavoro.

Lo stabilisce la Conferenza delle regioni, tenutasi il 27 luglio scorso allo scopo di formulare un parere sulla Carta dedicata agli studenti in alternanza.

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La novità del regolamento è rappresentata dal fatto che alle commissioni territoriali per l’alternanza scuola-lavoro parteciperanno anche un rappresentante regionale e uno di Unioncamere.

Istituite presso ciascun ufficio scolastico regionale, come riporta Italia Oggi, alle commissioni saranno indirizzati, entro 30 giorni e per il tramite della scuola, i reclami contro eventuali sanzioni comminate agli studenti per l’infrazione dei doveri previsti dalla Carta o dal percorso formativo di alternanza assegnatogli.
La modifica della composizione della commissione era stata già richiesta dal (Cspi), che propone di integrarla con un dirigente scolastico.

Inoltre, le regioni, nel dare il via libera alla Carta hanno ribadito “la necessità di chiarire che le risorse per far fronte al trasporto degli alunni disabili che partecipano ai percorsi di alternanza siano a carico delle risorse destinate all’alternanza scuola lavoro di cui al comma 39 dell’art. 1 della legge 107/2015”, ovvero queste spese del trasporto di studenti disabili in alternanza devono essere coperte con i 100 mila euro annui che la Buona Scuola ha dedicato a loro.

Anci (associazione nazionale comuni italiani) e Upi (unione province italiane) chiedono, sempre parlando di disabilità, l’eliminazione del riferimento al supporto organizzativo degli enti locali per i percorsi di alternanza specifici per gli alunni disabili, “che spetterà poi alla singola regione prevedere o meno”, in quanto la normativa è cambiata e di conseguenza l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità è attribuita alla regione a decorrere dal 1° gennaio 2016 (art. 1, comma 947, legge 208/2008).
Su questo punto anche il Cspi aveva insistito, “individuando modalità di accompagnamento e le forme di supporto a carico degli enti locali”.

Da Viale Trastevere si mostrano piuttosto soddisfatti sulle modifiche alla Carta, con la ministra Fedeli convinta che la Carta rappresenti “un elemento di forte qualificazione dei percorsi scuola-lavoro” e sarà resa operativa da una nuova piattaforma informativa dedicata all’alternanza offrendo, tra l’altro, ai ragazzi “la possibilità di segnalare eventuali problematiche, nonché di valutare l’esperienza fatta”, si legge ancora su Italia Oggi.

L’intenzione del Miur è quella di varare la Carta entro settembre e, come annunciato già in precedenza, organizzare gli Stati generali dell’Alternanza Scuola Lavoro.

A storcere il naso, la Flc Cgil, a cui non sono piaciute le proposte portate avanti dalle regioni e che teme “pesanti discriminazioni fra gli studenti e che rischia di rendere sempre più debole il presidio delle istituzioni educative sul percorso formativo degli studenti”.

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