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Alternanza scuola lavoro, premiata al Festival del Cinema di Venezia una scuola di Siracusa [INTERVISTA]

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C’è spazio anche per un progetto di alternanza scuola lavoro al Festival del cinema di Venezia: infatti, il cortometraggio “Alter/nanza”, realizzato dai ragazzi dell’istituto Gagini di Siracusa, ha ricevuto una menzione speciale nell’edizione 2018 del Festival.

Ambientato a Pantalica, il cortometraggio vede come protagonisti gli alunni del liceo e la partecipazione dei ragazzi del Cpia, oltre alla partecipazione di attori professionisti, fra i quali Galatea Ranzi. La pellicola è stata realizzata grazie alla collaborazione con la casa di produzione Paco Cinematografica.

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A La Tecnica della Scuola abbiamo raccolto il racconto del professore Ossino, uno dei docenti referenti che hanno coordinato e accompagnato gli studenti in questo percorso virtuoso di alternanza scuola lavoro, di ritorno da Venezia dove ha ritirato il premio insieme ai suoi “compagni di avventura”.

Una bella soddisfazione per voi docenti e per gli studenti. Com’è andato questo percorso di alternanza scuola lavoro?

“L’aspetto fondamentale, è che i ragazzi si sono calati perfettamente nella parte. Infatti, i ragazzi della V audiovisivi della scuola hanno pensato a tutto: dalla sceneggiatura al montaggio, dalla recitazione alla post produzione. Il tutto è stato impreziosito dalla collaborazione di attori e tecnici professionisti, che senza dubbio rappresenta il modo migliore per crescere e acquisire competenze“.

Il punto di forza per la riuscita del progetto?

Sicuramente è stato molto importante il rapporto fra me, che sono insegnante di lettere, e il collega Roccasalva, con cui siamo riusciti a coniugare gli aspetti tecnici e quelli umanistici e culturali, allo scopo di fornire al progetto una completezza che ha avuto ricadute positive sulla classe quinta audiovisivi. Peraltro, sottolineiamo che si tratta della prima classe quinta della storia di questo istituto. Mi preme ringraziare i ragazzi del CPIA, ed evidenziare il fatto che si sono avuti forti momenti di scambio e condivisione nonostante le barriere linguistiche in alcuni basi molto alte. La condivisione del set ha mostrato quante somiglianze ci siano fra ragazzi così lontani dal punto di vista sociale“.

Quindi pensa che l’alternanza scuola lavoro sia un’esperienza positiva?

Certamente, a patto che sia pensata e organizzata con criterio. Alla nostra scuola italiana manca quella concretezza che sicuramente un progetto di alternanza potrebbe sopperire, o quantomeno iniziare per lo studente un approccio con il “saper fare”, che deve andare di pari passo con il “sapere”.
Ovvio che mettere gli studenti davanti alla biglietteria di un museo o a lavare i piatti in un fast food fa perdere del tutto senso al concetto. E noi in questo senso abbiamo provato a pensare a qualcosa di veramente educativo ed esperienziale“.

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