Le gite scolastiche, si sa, sono uno dei momenti più attesi degli studenti. Per chi deve gestirli e garantire la loro sicurezza, però, la situazione è un po’ diversa. È il caso di una classe che nei giorni scorsi si è recata in gita a Praga, e si sarebbe messa a far bisboccia costringendo l’azienda che si occupava del trasporto a interrompere il servizio. A raccontarlo è Il Messaggero, che riporta quanto accaduto a una classe di un istituto superiore del Padovano in viaggio nella capitale della Repubblica Ceca.
La scolaresca avrebbe fatto baldoria “senza sosta per tutta la notte”. Il risultato è che l’autista del pullman non sarebbe stato nelle condizioni di guidare la mattina seguente. A raccontare l’episodio è stato il titolare dell’azienda di trasporto. “In trentatré anni di lavoro non mi era mai capitata una cosa del genere” ha detto l’uomo, citato nell’articolo. Vista la situazione, ha ordinato al dipendente di non mettersi al volante “per non porre a rischio l’incolumità dei 74 passeggeri“. Di conseguenza, la classe “è andata in giro a piedi per Praga”.
Alle 8.30 del mattino, riporta ancora la testata, uno degli insegnanti ha contattato il titolare spiegando che l’autista era “stanchissimo non avendo chiuso occhio tutta la notte”. Alla richiesta di chiarimenti, il docente avrebbe spiegato che i ragazzi “si erano divertiti, avevano fatto baraonda, con chiasso e disastri vari”. Inoltre il mezzo sarebbe stato lasciato in pessime condizioni: “Non vi dico le condizioni in cui hanno ridotto il pullman”. Tutti alloggiavano nello stesso albergo e, a quanto riferito, nessuno sarebbe riuscito a dormire.
Dopo aver parlato direttamente con l’autista, che ha confermato l’accaduto, il titolare ha contattato l’agenzia che aveva commissionato il viaggio. Ha preteso garanzie sul comportamento degli studenti per la notte successiva, chiedendo la certezza che sarebbero stati tranquilli così da permettere la partenza alle 7 del mattino seguente per il rientro in Italia. In caso contrario, avrebbe fatto rientrare il pullman vuoto da Praga, lasciando l’organizzazione del ritorno ad altri. Il commento attribuito a un docente (“Ma sono ragazzi, si devono sfogare”) non è stato condiviso dal titolare, che ha replicato con fermezza: “No signori, non ci siamo, a partire dal pullman ridotto ad un immondezzaio“.
L’azienda, con sede a Conegliano, raramente si occupa di viaggi d’istruzione. In questo caso, precisa Il Messaggero, la ditta stava offrendo supporto a un’altra società di trasporto il cui conducente si era ammalato. L’episodio è stato segnalato alla Polizia Stradale, che potrà eventualmente disporre controlli una volta che il pullman rientrerà in territorio italiano.