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Alunni disabili, nel reatino pullman e assistenza non arrivano: le famiglie non ci stanno

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Per molti alunni rimane difficile conciliare la loro condizione di disabilità con l’istruzione scolastica. A volte manca la volontà della famiglia, spesso le ore di sostegno assegnate dall’Ufficio scolastico provinciale sono insufficienti, non di rado i docenti curricolari non adottano un adeguato progetto di apprendimento. Altre ancora il problema può essere anche logistico, sia negli spazi scolastici o nei servizi igienici non adeguati sia nelle difficoltà di trasporto. E a volta, nei casi di disabilità più grave, può mancare anche l’assistenza specialistica.
Quest’ultimo caso è quello di due bambini della scuola primaria di Tarano, piccolo centro in provincia di Rieti, dove l’amministrazione comunale non ha abbastanza fondi per comprare un pulmino attrezzato per il trasporto dei disabili e l’assistente educativo culturale (A.e.c.) che supporti gli alunni durante l’orario scolastico per recarsi al bagno o per necessità pratiche.
Vista la situazione di stallo, le famiglie dei due bambini hanno deciso di denunciare la situazione. Una, quella della piccola Mara, che a causa della nascita prematura soffre di una serie di gravi deficit cerebrali – non può camminare né usare le mani ed è sorda – si è rivolta anche ai mass-media. I genitori della piccola si dicono più che soddisfatti di quanto viene offerto a Mara dalla scuola. La mamma, Cristina Giarrusso, spiega: “Il preside dell’istituto comprensivo Forum Novum è una persona molto attenta. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Si è adoperato per cercare di risolvere attraverso dei ragazzi che fanno volontariato i diversi problemi cui dovrebbe far fronte un assistente educativo. Ma non è facile andare avanti così. Senza l’appoggio dell’amministrazione”. E qui sta il problema. Nel maggio scorso è stata fatta domanda per avere un pulmino attrezzato per il trasporto e l`A.e.c. Ma ad oggi il Comune non ha ancora provveduto a quanto promesso. Per questo c’è stata prima una denuncia ai carabinieri della stazione locale e poi anche l’appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Devono intervenire le istituzioni – continua Cristina – non voglio che mia figlia sia discriminata. In classe va alla grande. I passi avanti che ha compiuto sono stati enormi. La scuola è per lei un piacere. Il fatto di non poter salire su quel bus sento che però è un problema”. Il sindaco di Tarano ha fatto sapere che il Comune non può far fronte alla spesa per adeguare il pulmino al trasporto dei disabili e non ne può comprarne uno nuovo.
Insomma, senza fondi è impossibile rispondere alle esigenze della popolazione. “Mara e Giuseppe, l’altro bambino disabile, non hanno la sedia a rotelle per cui sul pulmino non sono necessarie la pedana o le porte speciali. Si potrebbe semplicemente adeguare lo scuolabus con dei seggiolini in grado di sostenere i bambini come quelli dell’auto – spiega Cristina – Quello che serve è la presenza di un assistente sul pulmino”. I genitori dei due bimbi chiedono un intervento delle istituzioni, della Regione in prima battuta. “Se si può fare qualcosa non si deve restare con le mani in mano”. Come, invece, è stato probabilmente fatto finora.
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