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Alunni dislessici, tante incertezze in vista degli Esami di Stato

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Rimane aperta la questione degli alunni con un disturbo un specifico di apprendimento, come la dislessia e la discalculia, impegnati nei prossimi Esami di Stato: la normativa ministeriale, infatti, prevede che in sede di svolgimento delle prove d’esame gli studenti affetti da Dsa non possano usufruire dei sistemi compensativi e dispensativi previsti, invece dalla Legge 170/2010 e pur avendo ricevuto diagnosi inequivocabili nelle quali viene prevista questa possibilità. A farsi portavoce dello stato di incertezza sui diritti di decine di migliaia di giovani con questi disturbi è stata, a ridosso della Pasqua, la senatrice del Pd Vittoria Franco, prima firmataria della legge sui disturbi specifici di apprendimento: il 20 aprile Franco ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione con l’intenzione di chiedere soprattutto “un intervento di Gelmini per rassicurare le famiglie e gli studenti in vista degli esami di Stato, davvero vicini”.
Secondo l’esponente del Partito democratico la situazione attuale che stanno vivendo i candidati dislessici agli esami di primaria, licenza media e scuola superiore con Dsa “crea incertezze e timori di non vedere riconosciuta la loro condizione e rappresenta una grave lesione dei diritti. Il ministro Gelmini – chiede la senatrice – intervenga immediatamente perché gli alunni e gli studenti ai quali è stato riconosciuto un disturbo specifico di apprendimento, come la dislessia e la discalculia, prima dell’entrata in vigore della legge ad hoc 170/2010, siano messi in condizione di sostenere i prossimi esami di Stato con tutti gli strumenti che la normativa permette loro di utilizzare”.
Ma c’è anche un altro nodo da sciogliere, anche questo evidenziato dalla parlamentare del Pd: “L’articolo 3 della Legge 8 ottobre 2010, n. 170, sui disturbi specifici di apprendimento – ha scritto la Franco nell’interrogazione – stabilisce che la diagnosi dei Dsa venga effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici assicurati dal Servizio sanitario nazionale. Da numerose famiglie con bambini che presentano disturbi specifici di apprendimento arrivano segnalazioni del fatto che molte scuole richiedono la diagnosi del Servizio Sanitario Nazionale anche a quegli studenti che, avendola ricevuta e depositata prima dell’entrata in vigore della legge, se la vedono oggi negare. Trattandosi di diagnosi già accettate, in quanto conformi alle previsioni contenute nella nota ministeriale del 5 gennaio  2005, ciò crea grave disagio agli studenti e alle famiglie”. Insomma, nei prossimi giorni il Miur farebbe bene a fare chiarezza.
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