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Anno scolastico 2017/2018, ecco le novità per l’esame di scuola media e le prove Invalsi

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Siamo agli sgoccioli delle vacanze e poi si apriranno i battenti del nuovo anno scolastico 2017/2018.

I primi a tornare a scuola saranno i docenti che a partire dal 1° settembre prenderanno servizio. A seguire gli studenti, con gli alunni di Bolzano che torneranno in aula dal 5 settembre.

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Tuttavia, l’anno scolastico 2017/2018 porterà alcune novità rilevanti per la scuola pubblica, alla luce anche dei decreti attuativi della Buona Scuola.

Ricapitoliamo pertanto i cambiamenti previsti

ESAMI TERZA MEDIA

La riforma della scuola media vedrà mutare la durata delle prove scritte degli esami conclusivi, che passano da 5 a 3, composte da italiano, matematica e i test in lingua straniera. A seguire la prova orale.

TEST INVALSI

Da quest’anno niente prova Invalsi, che però, svolgendosi comunque in primavera, diventerà obbligatorio ai fini dell’ammissione all’esame. La vera novità del test Invalsi sarà la presenza di una prova in lingua inglese, che comunque confluirà nel voto finale degli Esami.
Ma anche le scuole elementari avranno a che fare con una prova in lingua inglese nel test Invalsi a loro dedicato, mettendo sin dalla scuola primaria i bambini alle prese con l’inglese.

ESAMI DI STATO

Ma le novità assorbiranno anche gli studenti che quest’anno frequenteranno il quarto anno delle scuole superiori. Infatti, l’anno successivo, il 2018/2019, sarà quello in cui entrerà ufficialmente il nuovo Esame di maturità, quando non esisterà più il quizzone e l’alternanza scuola lavoro assumerà un ruolo importante ai fini delle prove e del voto finale, come previsto dalla riforma.
A proposito di alternanza, quest’anno i progetti saranno completamente a regime: è il terzo anno infatti, come previsto dalla riforma della Buona Scuola, in cui vengono coinvolti anche i licei per 200 ore complessive mentre i professionali arrivano a 400 ore, con una previsione di circa 1,5 milioni di studenti che usciranno dalle aule. La speranza è quella di non assistere anche quest’anno alle tantissime lamentele su percorsi non professionalizzanti che rasentavano lo sfruttamento, ma di aumentare le altrettante esperienze positive che anche questa testata ha segnalato.

 

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