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Asili nido, preoccupante situazione di stallo

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Mancano sei mesi alla fine dell’anno, ma già si può dire l’Italia ha clamorosamente fallito l’obiettivo di Lisbona di 33 posti di asilo nido ogni 100 bambini di età da zero a tre anni. Ad oggi la copertura media del servizio è del 12,7%: una percentuale che si eleva a sopra il 20% in regioni, come l’Emilia Romagna, da sempre più avanti nella messa a disposizione di queste strutture, ma che si abbassa addirittura all’1% in alcune regioni del Mezzogiorno, come la Campania.
Il ritardo dell’Italia diventa ancora più ‘pesante’ se si guarda oltre confine: la presenza di asili nodo sfiora il 60% in Danimarca, il 40% in Irlanda e raggiunge il 29% (di poco inferiore alla soglia minima imposta dall’Unione europea) nella vicina Francia.

Della situazione di stallo in cui vive il nostro Paese, in parte compensata da asili nido privato, si è parlato il 12 giugno a Firenze in occasione del convegno Fism, la Federazione italiana scuola materne, dal titolo “Prima della scuola dell’infanzia”. Durante il convegno, cui hanno partecipato 140 addetti ai lavori, fra pedagogisti, educatori, insegnanti e dirigenti, ha fatto il punto della situazione, a livello nazionale e regionale, in ordine alla normativa vigente, ed ha anche definito la pianificazione ”strategica” dei servizi educativi della prima infanzia sulla base di un progetto educativo condiviso con la famiglia. Il segretario della Fism, Luigi Morgano, ha sottolineato che 1.500 delle scuole dell’associazione, “già da diversi anni in varie zone d’Italia, si sono attrezzate per rispondere alla domanda diffusa delle famiglie attivando anche un servizio prescolare con asili nido, nidi integrati e con’sezioni primavera’ per i bambini dai 24 ai 36 mesi”.